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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2014 alle ore 16:29.
L'ultima modifica è del 20 marzo 2014 alle ore 16:33.

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«Dal febbraio 2013, quando sono stato nominato ad di Finmeccanica, ad oggi il titolo della società ha guadagnato il 66,5 per cento» mentre nel periodo precedente, dal 2011 al 2013 quando era in carica Luigi Orsi, «il titolo aveva perso il 50,8 per cento». Alessandro Pansa, numero uno di Finmeccanica, ha esordito commentando l'andamento del titolo in occasione dell'audizione presso la commissione attività produttive del Senato. Il manager, sentito nell'ambito di una serie di audizioni che riguardano l'andamento delle società partecipate dallo Stato, ha spiegato che il recupero del titolo non è tanto da attribuire a una serie di operazione mandate a buon fine nel corso del 2013, come la cessione di Ansaldo Energia, ma «al recupero della credibilità e della reputazione».

Un anno fa, ha spiegato, «la sopravvivenza del gruppo Finmeccanica non era assicurata, o quantomeno non era possibile garantirla mantenendo l'integrità industriale e occupazione della società Al mio arrivo al vertice la reputazione era così bassa come non lo era mai stata in passato».

Pansa ha ripercorso le ultime vicende del gruppo - rispondendo a un serie di quesiti messi in precedenza per iscritto dalla commissione - per poi sostenere che il 2013 «è stato un anno di transizione, che è servito ad assicurare la sopravvivenza del gruppo. È stato un anno di transizione che ha posto le basi per il rilancio nel 2014».

Passando poi al dossier dismissioni, incentrato sul settore trasporti che include Ansaldo Sts e Ansaldo Breda, Pansa ha ribadito che «è stato avviato un processo deconsolidamento del settore trasporti che riteniamo di poter chiudere in tempi compatibili».

Il manager ha raccontato come oggi il gruppo sia sostanzialmente diviso in due, tra aerospazio e difesa e materiale rotabile. AnsaldoBreda è andata male nel 2013 e continuerà a farlo nel 2014. L'Ebitda si è contratto oltre il 40%, a meno 227 milioni, mentre il flusso di cassa è stato negativo per 340 milioni. «Vogliamo dismettere la parte dei trasporti non per motivi finanziari, ma per motivi industriali - ha spiegato -. Sono attività incompatibili con il resto del gruppo perchè basate su tecnologie diverse per cui non possiamo sostenere in modo profittevole i due settore. Le cessioni devono consentire ad Ansaldo Sts di svilupparsi e ad AnsaldoBreda di sopravvivere. Ora non è più in grado di stare in piedi da sola in nessun senso».

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