La rinascita del G-7: anche la storia «cambia verso»
Durante la conferenza sulla sicurezza nucleare - in programma lunedì 24 e martedì 25 marzo all'Aja, con la presenza di oltre cinquanta capi di Stato e di governo, fra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – ci sarà "a margine" un vertice straordinario del G-7 sull'Ucraina, per discutere eventuali nuove mosse degli alleati occidentali, dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia.
di Piero Fornara
5. La rinascita del G-7 / Anche l'Italia ottiene l'invito a entrare nel «club dei Grandi»

Da Washington si fece capire che la nostra esclusione dal "club dei Grandi" avrebbe inferto un duro colpo alla credibilità dell'Italia. Il presidente del Consiglio Aldo Moro e il ministro degli Esteri Mariano Rumor preferirono non sollecitare un invito all'Eliseo (si rischiava il rifiuto), ma autorizzarono una missione del segretario generale della Farnesina Raimondo Manzini che, muovendosi secondo i canoni della diplomazia tradizionale basata sui contatti personali a Parigi, Londra, Bonn e Washington, riuscì a raggiungere l'obiettivo. In verità bisogna comunque aggiungere che, per alcuni anni, il summit dei capi di Stato e di governo continuò a essere preceduto da un G-5 dei ministri finanziari, senza Italia e Canada. Anzi, accadde perfino che una di queste riunioni - a Portorico, nel giugno 1976 - servisse a discutere su come reagire di fronte all'eventuale ingresso dei comunisti nel governo italiano.
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