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Questo articolo è stato pubblicato il 02 aprile 2014 alle ore 13:24.
L'ultima modifica è del 02 aprile 2014 alle ore 13:28.

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Niente processo disciplinare per il pm di Palermo Nino Di Matteo che era stato accusato di aver rivelato in un'intervista del 2012 l'esistenza di telefonate tra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino intercettate nell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Il Csm ha prosciolto il magistrato in istruttoria, accogliendo la richiesta del Pg della Cassazione.

Procedimento archiviato
L'accusa specifica a Di Matteo, e che aveva portato all'avvio di un'azione disciplinare nei suoi confronti, era quella di aver violato il diritto alla riservatezza del Capo dello Stato, proprio per aver parlato di quelle telefonate in un'intervista a Repubblica. Ma gli accertamenti compiuti dalla Procura generale della Cassazione, che nei mesi trascorsi ha ascoltato diversi testimoni, tra i quali anche alcuni giornalisti, hanno verificato che in realtà la notizia dell'esistenza di queste conversazioni tra il presidente della Repubblica e l'ex ministro Mancino era già stata pubblicata il giorno prima dell'intervista del pm di Palermo da alcune testate online e dal settimanale Panorama. Di qui la richiesta del Pg Gianfranco Ciani alla sezione disciplinare del Csm di non luogo a procedere per Di Matteo.

Csm: no volontà Di Matteo ledere Colle
La ricostruzione e la valutazione dei fatti «consentono di escludere» che le dichiarazioni del pm di Palermo Nino Di Matteo «siano state animate dalla volontà di ledere intenzionalmente il diritto di riservatezza del presidente della Repubblica». È quanto scrive il Csm nell'ordinanza con cui proscioglie il pm.

Non luogo a procedere anche per Messineo
L'azione disciplinare era stata promossa anche nei confronti del capo della Procura di Palermo Francesco Messineo, che era stato accusato di non aver segnalato ai titolari dell'azione disciplinare il comportamento di Di Matteo. Ma essendo venuta meno l'accusa nei confronti del pm titolare dell'inchiesta Stato-mafia, è caduta anche la contestazione nei confronti di Messineo

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