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Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2014 alle ore 06:37.

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NAPOLI
Ottenevano rapidamente permessi per costruire impianti di distribuzione di carburante; costringevano amministratori e funzionari pubblici a ostacolare quelli di aziende concorrenti. Ricostruisce uno scenario di questo tipo l'inchiesta che ieri mattina è culminata nell'arresto dell'ex parlamentare del Pdl e vice ministro all'Economia del Governo Berlusconi Nicola Cosentino (per la seconda volta in un anno) insieme ai fratelli Giovanni e Antonio.
Il provvedimento – firmato dal gip di Napoli su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio – è scaturito da un'inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. Sei le misure in carcere e sette quelle cui è stato riconosciuto il beneficio dei domiciliari: sono stati raggiunti da misura cautelare anche tre funzionari dell'ufficio tecnico del comune di Casal di Principe, un funzionario della regione Campania, due dipendenti della Q8 Petroleum Italia, ed Enrico Reccia. La Procura di Napoli ha emesso mandato d'arresto anche per Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi, e per Michele Patrizio Sagliocchi.
Tra gli indagati compare anche l'ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, per la quale la Procura non ha chiesto alcuna misura cautelare. Le accuse sono estorsione, concussione, illecita concorrenza con violenza o minaccia, calunnia, favoreggiamento personale, riciclaggio, con l'aggravante del metodo mafioso.
Risale al 2011 l'indagine sull'attività di distribuzione di carburanti da parte delle società Aversana Petroli, Aversana Gas e Ip Service, tutte dei fratelli Cosentino.
La storia. Luigi Gallo, imprenditore del settore, ottiene l'autorizzazione per aprire un impianto di distribuzione a Villa di Briano: ciò avrebbe impedito ai fratelli Cosentino, per effetto della legge che fissava una minima di 5 chilometri, di ottenerne una a Casal di Principe, comune confinante. I Cosentino fanno allora pressioni sui due funzionari comunali per avere comunque l'autorizzazione edilizia per una società partner a cui cedere l'impianto, anche senza i pareri dei vigili del fuoco e dell'Anas. E, secondo la ricostruzione dei giudici, minacciano Gallo perché abbandoni il suo progetto, anche attraverso i rappresentanti di zona di Q8.
Tra gli episodi oggetto di indagini, quello in cui Nicola Cosentino, insieme all'ex prefetto Maria Elena Stasi convocano in prefettura il sindaco di Villa Briano, Raffaele Zippo, per intimargli di rimuovere dal suo incarico di tecnico comunale un geometra che aveva contribuito al rilascio dell'autorizzazione a Gallo e poi aveva resistito alle intimidazioni.
Per i pm non si è trattato di un episodio isolato: analoghi episodi rivelano l'esistenza «di un sistema criminoso capace di incidere sul regolare andamento del mercato». Grazie anche – scrive il Procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – a uno «stabile rapporto di cointeressenza di Nicola Cosentino», e «in misura minore del fratello Giovanni», con il clan dei Casalesi, anche per rapporti di parentela. Tanto che pare che i vertici del clan avevano imposto agli affiliati il divieto di fare estorsioni ai Cosentino.
Alla ricostruzione dei fatti avrebbe contribuito lo stesso Luigi Gallo, oltre a collaboratori di giustizia. La Kuwait Petroleum Italia Spa ha precisato la propria «assoluta estraneità ai fatti». Mentre il gruppo consiliare regionale «Forza Campania» in una nota ha espresso grande «solidarietà e amicizia» a Nicola Cosentino.
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LA VICENDA
La carriera politica
Consigliere comunale già a 19 anni nella sua città natale, Casal di Principe (Caserta), Nicola Cosentino sale alla ribalta nazionale quando nel 2005 viene nominato coordinatore campano di Forza Italia. L'apice della sua carriera politica è nel 2008, quando con Berlusconi premier è nominato sottosegretario all'Economia
Il primo arresto
I successi politici di Cosentino si infrangono nel 2009, quando finisce in un'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla camorra. Le accuse di collusione con i Casalesi lo portano a lasciare l'incarico di governo e nel 2013 viene escluso dalle liste del Pdl per le politiche. Viene arrestato il 15 marzo 2013, poi ottiene i domiciliari e l'8 novembre torna libero
Il secondo arresto
Ieri il secondo arresto: Cosentino e i suoi fratelli avrebbero difeso sul mercato l'azienda di famiglia, la Aversana Petroli, ricorrendo a influenze politiche e amicizie "pericolose".

Integrazione del 4 marzo 2020: in data 14 settembre 2020 Michele Patrizio Sagliocchi è stato assolto dalla Corte d’Appello di Napoli per non aver commesso il fatto.

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