Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 06 aprile 2014 alle ore 20:19.

My24
Jonathan Goodluck, presidente della NigeriaJonathan Goodluck, presidente della Nigeria

Si può diventare la prima potenza economica di un continente in un solo giorno? E riuscirci semplicemente aggiornando i dati in base ai quali si calcola il Pil?.
La risposta e sì. E' il caso della turbolenta Nigeria, il paese più popoloso del dell'Africa ed una delle sue economie più dinamiche. Oggi il National Bureau of statistcs ha diffuso da Abuja le nuove stime sul Prodotto interno lordo. Nuove perché l'anno di riferimento sarà portato al 2010.

Il Pil della Nigeria ha registrato un vigoroso incremento, superiore al 60%, salendo così a 453 miliardi di dollari nel 2012. Per il 2013 le nuove stime indicano un Pil ancora in crescita a 510 miliardi. Con buona pace del Sudafrica, spodestata dal suo scettro di prima economia d'Africa, detenuto a lungo, con un Pil da 384 miliardi nel 2012.

A dire il vero il sorpasso era già avvenuto da tempo. Per una semplice ragione: l'anno di riferimento del Pil reale della Nigeria è il 1990, quando il Paese era ancora sotto il giogo di una brutale dittatura. In quel tempo settori come i servizi, le Tlc e il manifatturiero erano del tutto marginali. L'industria cinematografica locale, battezzata Nollywood per la sua capacità di espansione, e Internet erano pressoché assenti. Il numero di settori industriali per calcolare il Pil sarà così allargato da 33 a 46 e includerà anche le Istituzioni finanziarie, assicurative e il Real estate.

Per avere un riscontro reale dell'economia si è reso dunque necessario quanto il fondo monetario internazionale andava consigliando da tempo. Fino ad oggi era come se i prezzi in Nigeria fossero rimasti su valori costanti da 23 anni. Se fosse aggiornato agli ultimi cinque anni - aveva recentemente raccomandato l'Fmi - il Pil registrerebbe un robusto incremento.

Non si tratta di un evento straordinario. Quando il Ghana, una delle economie africane più vivaci ricca di oro e petrolio, ha compiuto una simile operazione nel 2010, il suo Pil è cresciuto del 75% a 31 miliardi di dollari. E in febbraio, sempre aggiornando i dati, l'economia dello Zambia, secondo produttore di rame del Continente, è salita del 25% a 24 miliardi di dollari.

Certo Johannesburg e Cape Town resteranno ancora la porta di accesso degli investimenti stranieri in Africa. Ma col tempo la Nigeria ne attrarrà sempre di più.
I dati erano già incoraggianti: prima del ricalcolo, le promettenti stime per il 2014 indicavano una crescita del 6,4% e del 6% per il 2015. Quanto agli indici macroeconomici, la disoccupazione resta molto elevata, ma l'inflazione è tornata sotto le due cifre, il debito pubblico è modesto, come quello con l'estero. Quello nigeriano è comunque un boom caratterizzato da forte sperequazioni. Nel 2010, il 61% dei 170 milioni di nigeriani (il sud Africa ne ha circa 50 milioni) ) viveva con meno di un dollaro al giorno. Parecchi di più del 52% registrato nel 2004.

Il Pil pro capite è stato così corretto a 2.688 dollari. Un bel salto rispetto ai 1.555 dollari del 2012 (dati calcolati senza l'aggiornamento). Ma ancora lontano dai 7.508 dollari del Sud Africa. A lungo la Nigeria è stata un efficace paradigma di come il petrolio possa trasformarsi da una potenziale fonte di ricchezza in una maledizione per la popolazione. Ancora oggi il più popoloso paese dell'Africa - nonché il più grande produttore di greggio del Continente - resta un gigante dai piedi di argilla. La corruzione è endemica. I furti di petrolio sottraggono al governo da 100 a 400mila barili al giorno, fino a quasi il 18% della produzione nazionale. E che dire dei 20 miliardi di dollari di entrate petrolifere riscosse dalla compagnia petrolifera nazionale dal gennaio del 2012 al luglio del 2013 e mai contabilizzati, secondo quanto accusa la Banca centrale?

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi