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Questo articolo è stato pubblicato il 08 aprile 2014 alle ore 06:36.

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di Carmine Fotina

Una riedizione della "Tremonti ter" per detassare il reinvestimento degli utili, il potenziamento della garanzia pubblica e dell'Ace. Sono alcuni dei dossier su cui si metterà al lavoro la task force per la finanza d'impresa costituita da ministero dell'Economia e ministero dello Sviluppo economico.


ROMA

Un'iniziativa inedita, sancita da un accordo firmato dai due ministri, Pier Carlo Padoan e Federica Guidi. Si punta a mettere a punto nel breve-medio periodo interventi che rendano più fluido il credito, favorendo l'afflusso di liquidità, soprattutto alle Pmi, da impiegare in investimenti.
La missione "Finanza per la crescita", nata anche in vista di possibili iniziative nell'ambito del semestre Ue di presidenza italiana, sarà coordinata dai responsabili delle segreterie tecniche dei due ministeri, Fabrizio Pagani (Mef) e Stefano Firpo (Mise), con la partecipazione di Giorgio Gobbi, capo del Servizio Stabilità finanziaria di Banca d'Italia. Significativo che alla firma dell'intesa abbia partecipato proprio il direttore generale di via Nazionale, Salvatore Rossi, indice di una strategia complessiva per riattivare il credito valutando anche, dove possibile, normative più friendly per strumenti alternativi al tradizionale credito bancario.
Nei prossimi giorni saranno avviate consultazioni con Cassa depositi e prestiti, Abi, Confindustria, Fondo italiano d'investimento e investitori di lungo periodo. I singoli interventi potrebbero essere attuati con modalità diverse anche se non si può escludere che il lavoro conduca a un provvedimento complessivo. «Dobbiamo operare con grande urgenza – osserva Pagani – per attuare decisioni prese, eliminare vischiosità amministrative e regolamentari e facilitare la creazione di strumenti operativi quali per esempio "fondi di mini bond"». «Tra i primi temi da approfondire – spiega Firpo – c'è una riedizione della cosiddetta Tremonti ter, con opportune correzioni, orientandola verso gli utili incrementali e consentendo un beneficio a valere sull'Irap oltre che sull'Ires». Un intervento sul peso dell'Irap, pur con le cautele già manifestate dai consiglieri fiscali del Mef, potrebbe rientrare anche in relazione al potenziamento dell'incentivo alla capitalizzazione "Ace" (aiuto alla crescita economica). «La focalizzazione sull'Ires – è il ragionamento di Firpo – penalizza chi in questa fase di crisi non consegue grandi utili, pur rappresentando spesso la parte vitale della manifattura del Paese».
Fronti delicati, sui quali occorrerà uno studio approfondito. Di certo si lavorerà anche al potenziamento della garanzia pubblica, valutando iniziative comuni con la Banca europea degli investimenti, a misure mirate (sia semplificazioni sia incentivi fiscali) per favorire la quotazione in borsa e a un'estensione della disciplina del crowdfunding (portali per la raccolta di capitali), attualmente circoscritta alle startup innovative. Molto si può ancora fare, poi, per implementare o perfezionare la riforma sui minibond (primo decreto sviluppo del governo Monti e Destinazione Italia). In particolare, vanno colti gli spiragli regolamentari che si stanno aprendo per una più ampia liberalizzazione dei fondi di credito, strumento ampiamente diffuso negli Usa per la liquidità alle imprese. Sarà adottato a breve il decreto attuativo che consentirà al Fondo centrale di garanzia di garantire anche le Sgr per investimenti in mini bond e si punterà in generale a una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali. A titolo di esempio, oggi, su un totale di disponibilità finanziarie dei fondi pensione pari a circa 76 miliardi, solo 2,3 miliardi sono investiti sul "corporate Italia" e prevalentemente su un nucleo ristretto di grossi nomi.
Un menù esteso, come si vede, e non privo di qualche difficoltà tecnica. L'obiettivo è un'attuazione del piano in tempi ragionevoli, per fronteggiare un'emergenza che, da gennaio 2012 a dicembre 2013, ha visto il credito bancario alle imprese contrarsi di 88 miliardi di euro. Padoan parla di interventi a sostegno delle imprese, «che ne rafforzino la capacità di investimento, da leggere come complementari all'alleggerimento della pressione fiscale per le famiglie a reddito medio-basso e per le stesse aziende attraverso la riduzione permanente dell'Irap». Sarà cruciale, aggiunge Padoan, «il semestre italiano di presidenza della Ue che ci consentirà di portare proposte concrete in una dimensione più ampia». Al ministro Guidi toccherà anche «monitorare gli effetti e l'implementazione di norme per migliorare l'offerta dei canali di credito alle Pmi già varate, con il decreto sviluppo del 2012, la legge di stabilità del 2013 e il decreto Destinazione Italia».
@CFotina
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