Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2014 alle ore 08:13.

My24

Nell'estate 2010, per festeggiare i vent'anni del festival Latinoamericando, mi è venuta una tentazione un po' folle: mettere insieme tante persone, diversissime per idee, ruolo, posizione, a leggere consecutivamente il romanzo più indimenticabile di quelle letterature, Cent'anni di solitudine. Anche se avevo solo l'idea e un nome, «Maratona Macondo», ai coraggiosi organizzatori del festival il progetto è piaciuto da subito: individuato un luogo, la Loggia dei Mercanti di Milano, e ottenuta la benedizione a distanza di García Márquez, già malato, mi sono messo al lavoro per individuare struttura e partecipanti.
Visto che volevamo mischiare i lettori più diversi, ho cominciato a telefonare un po' a tutti. Naturalmente gli scrittori erano abbastanza scontati: ecco arruolati Isabella Bossi Fedrigotti, Gianni Biondillo e il maggiore ispanista italiano, Bruno Arpaia. Insieme a loro la società civile, da Ilaria Borletti, allora presidente del Fai, a Renato Mannheimer o Philippe Daverio. Il bello era che per nessuno occorrevano troppe parole: bastavano il progetto e il nome del libro, e chiunque diceva di sì, senza tentennamenti; tutti insieme appassionatamente nel nome di Gabo e del suo romanzo, che tutti avevano amato. Venne così la Milano delle professioni: per esempio l'avvocato Giuliano Pisapia, allora neppure candidato sindaco della città, con Maurizio Romiti, Gaddo della Gherardesca e Stefano Boeri, che si alternavano a studenti e professori. Per concludere ci voleva un'attrice di spessore: Lella Costa non si fece pregare. Alla fine ci ritrovammo in 80; un numero non casuale: infatti, preparando la maratona, scoprivo la struttura ferrea di un romanzo apparentemente non costruito. Invece sono 20 capitoli, anche se non numerati, di dimensioni pressoché identiche, divisi rigorosamente in 4 parti di uguale lunghezza, con un andamento simile. Una composizione che puoi comprendere solo se ti imbarchi in un'avventura del genere.
Così come solo allora ho capito quanto il libro sia radicato, e quanto profondamente, in tutte le nostre coscienze.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
l'addio
La cerimonia di omaggio a Gabriel García Márquez, lo scrittore scomparso giovedì all'età di 87 anni, si terrà domani a Città del Messico, nel Palazzo delle Belle Arti: lo ha annunciato il presidente del Consiglio messicano. Il corpo verrà cremato. Intanto i resti dell'autore sono stati portati in una delle sedi della casa funeraria Garcia Lopez, dove è stata organizzata una veglia funebre per i famigliari e gli amici dello scrittore.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi