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Renzi: la riforma della Pa sul tavolo del Cdm il 13 giugno, arriva il Pin del cittadino

Semplificazione: il Pin del cittadino
Renzi ha anticipato l'arrivo del Pin del cittadino. Stando alle indicazioni fornite dal premier, entro il 13 giugno parte la fatturazione elettronica e le prime sperimentazioni del Pin. Per quest'ultima novità i tempi di realizzazione sono più lunghi: Renzi ha parlato di circa un anno.

Tre assi: capitale umano, innovazione, tagli
Il presidente del Consiglio è sceso poi nei contenuti: la riforma della Pubblica amministrazione si sviluppa su 3 assi: «capitale umano, innovazione, tagli alle strutture non necessarie»..

Manager pubblici: non tagliamo stipendi ma tetto a 240mila
Sugli interventi sugli stipendi dei manager pubblici, Renzi ha ricordato che «nella discussione politica di questi giorni ci sono state alcune anticipazioni che sono diventate tavole della legge, come il fatto che noi avremmo detto che tagliamo gli stipendi. Noi abbiamo detto che avremmo messo un tetto massimo a 240mila euro». «È vero che non ci sono stati tetti» alle retribuzioni dei dipendenti della Pa per «fasce - ha riconosciuto la ministra Madia -, ma questa è stata una scelta politica, quei tetti non sono saltati all'ultimo. Vogliamo porre un tetto apicale ma non intervenire sulle fasce intermedie». La riforma della Pa prevede la possibilità di licenziamento per il dirigente che resta privo di incarico oltre un certo termine.

Le misure: accorperemo Pra, Aci e Motorizzazione civile
In base alle indicazioni fornite da Renzi, le Prefetture saranno ridotte a «non più di 40». Lo Sforbicia Italia prevederà una «centrale unica per gli acquisti delle forze di polizia» e una «gestione associata dei servizi di supporto locale». Prevista anche la «soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione con funzioni trasferite alla Banca d'Italia». La riforma della pubblica amministrazione prevede «l'accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione Civile».

Le reazioni dei sindacati
«Il ministro Madia ha la delega a questa risposta». Così Renzi ha risposto a chi gli ha chiesto un commento allo stop della leader Cgil Susanna Camusso per la quale senza i sindacati la riforma non si fa. Apre invece la Cisl, che ha messo in evidenza la volontà di «partecipare attivamente ai processi di trasformazione del lavoro pubblico. Se il Governo Renzi ha seriamente intenzione di riformare il pubblico impiego, noi saremo della partita - ha detto il segretario generale Raffaele Bonanni -, pronti a confrontarci con le nostre idee e a dare il nostro contributo propositivo. Le grandi riforme del lavoro hanno bisogno del massimo consenso sociale per essere davvero efficaci. Altrimenti si rischia l'ennesimo flop». «Siamo ansiosi di conoscere cosa verrà dai sindacati - ha confidato il premier - e sono convinto che molti saranno d'accordo ad esempio sulla riduzione del 50% dei permessi sindacali, alcuni no, ma altri sì». Renzi ha 40 giorni per stare alla finestra.

La lettera ai dipendenti pubblici »

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