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Questo articolo è stato pubblicato il 01 maggio 2014 alle ore 06:42.

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La delega trova la pianificazione. Come annunciato (si veda il Sole 24 Ore del 29 aprile scorso), i presidenti delle commissioni Finanze della Camera, Daniele Capezzone, e del Senato, Mauro Marino, hanno dato corpo a un comitato parlamentare sull'attuazione della delega fiscale. Questo mentre inizia il lavoro del comitato ristretto che dovrà esaminare il disegno di legge sul rientro dei capitali. E il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, annuncia per la prossima settimana il varo del disegno di legge sull'autoriciclaggio.
La delega fiscale
«Dopo l'approvazione della delega fiscale - hanno spiegato Capezzone e Marino - abbiamo ritenuto di interloquire con il Governo, il quale, attraverso il viceministro Casero ha accettato questa impostazione, già nella fase preventiva, e quindi di contribuire anche alla fase di preparazione e stesura dei decreti, proprio per garantire la piena attuazione dei principi e criteri direttivi sanciti dalla delega». Perciò è stato costituito un comitato ristretto informale comune alle due Commissioni, che vedrà coinvolti, un rappresentante per ciascun gruppo. Oltre al viceministro Luigi Casero e ai presidenti Capezzone (Fi) e Marino (Pd) i membri sono: Marco Causi (Pd), Sebastiano Barbanti (M5s), Salvatore Sciascia (Fi), Alessandro Pagano (Ncd), Filippo Busin (Lega Nord), Giovanni Paglia (Sel), Giulio Sottanelli (Sc), Pasquale Maietta (Fdi), Mario Sberna (Pi), Karl Zeller (Misto-Autonomie). Materia per materia, i rappresentanti di ciascun Gruppo potranno indicare un altro collega per partecipare ad ogni singola riunione. L'obiettivo è quello della massima agilità e accelerazione e la prima riunione è fissata per il 7 maggio.
«Si partirà dal decreto sulle commissioni censuarie catastali - spiega Marino -: sono roba da fine XIX secolo e va rimessa mano seriamente. È un atto prodromico ed è il primo di una serie di decreti dedicati alla riforma del catasto: seguiranno altri provvedimenti separati con le nuove forme di calcolo, l'interazione delle banche dati nazionale e dei comuni, il passaggio dai vani ai metri quadrati; è un percorso nel percorso». Altri decreti, come quelli per tabacchi e giochi saranno, invece, unici. «Ma non bisogna aspettare - prosegue Marino - che il percorso di cinque anni per il nuovo catasto sia portato a termine: le sperequazioni maggiori possono essere ridotte drasticamente con un algoritmo che valga per il periodo transitorio e che entrerà in vigore a breve». Nel frattempo, sottolinea ancora Marino, «chi ha buone idee viene da noi e le espone: le audizioni verranno coordinate con il calendario dei lavori sui decreti legislativi». Quanto alle spese, Marino ricorda che «Attilio Befera ha parlato di 100 milioni per cinque anni, ma possiamo già contare sui 205 milioni già stanziati in precedenza. Intanto si può cominciare a ragionare sul coinvolgimento di comuni e giovani professionisti nell'operazione, considerato il ridottissimo organico del personale con preparazione specifica dell'ex agenzia del Territorio».

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