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Questo articolo è stato pubblicato il 08 maggio 2014 alle ore 12:15.
L'ultima modifica è del 08 maggio 2014 alle ore 12:17.

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Claudio Scajola (Italy photo press)Claudio Scajola (Italy photo press)

Inchieste giudiziarie ma anche assoluzioni. Il nome di Claudio Scajola, politico di lungo corso dalla Dc a Forza Italia, non è nuovo alla cronaca giudiziaria in cui è entrato con titoli diversi e senza che mai un giudice ne accertasse un coinvolgimento reale. Dallo scandalo Anemone alla casa al Colosseo pagata da ignoti fino all'arresto di oggi, il pluriministro ha visto la sua carriera politica punteggiata da indagini e atti giudiziari e da conseguenti dimissioni da incarichi istituzionali.

Sindaco di Imperia
Quello di oggi non è il primo arresto per Claudio Scajola. Già negli anni Ottanta, quando era sindaco di Imperia, venne arrestato su disposizione del procuratore di Milano Piercamillo Davigo perché accusato di concussione in una vicenda di appalti per la gestione del Casinò di Sanremo. Già allora, il coinvolgimento nell'inchiesta gli costò le dimissioni dall'incarico pubblico, proprio come il padre Ferdinando, che dovette lasciare il posto di sindaco dopo solo un anno di mandato poiché sospettato di aver favorito il cognato per un posto di primario.

Ministro dello Sviluppo
Nel 2008 quando con il nuovo governo Berlusconi Scajola torna a fare il ministro, questa volta per lo sviluppo economico, arriva una nuova grana giudiziaria: il caso Anemone e la casa al Colosseo. Nel 2010 la Guardia di Finanza trova traccia di assegni circolari per circa 900mila euro, tratti da un conto corrente bancario intestato ad un professionista vicino al gruppo presieduto dall'imprenditore romano Diego Anemone (coinvolto in un'inchiesta secondo la quale il gruppo avrebbe ricevuto appalti pubblici dalla Protezione civile quali frutti di corruzione). Interpellate in proposito, le beneficiarie degli assegni affermano di averli ricevuti per la vendita a Scajola di un appartamento a Roma, in Via del Fagutale, davanti al Colosseo. Scajola nega queste circostanze ribadendo in più occasioni di aver pagato l'immobile con i 600mila euro attestati nell'atto notarile e di tasca propria, per i quali ha contratto regolare mutuo. Ma alla fine si dimette per '«potersi difendere dalle accuse». Anche da questo caso uscirà assolto.

Le altre inchieste
Ma non è tutto: Scajola compare in molte altre inchieste. Dai fondi stanziati per l'aeroporto di Albenga agli appalti del G8 fino allo scandalo legato alla realizzazione del porto turistico di Imperia. Vicenda, quest'ultima, da cui è uscito con una archiviazione nei giorni scorsi.Il nome di Claudio Scajola entra, con titoli diversi e senza che mai un giudice ne accertasse un coinvolgimento reale, in molta parte della cronaca giudiziaria. Dai fondi stanziati per l'aeroporto di Albenga agli appalti del G8 fino allo scandalo legato per la realizzazione del porto turistico di Imperia, da cui e' uscito con una archiviazione lo scorso anno.

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