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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2014 alle ore 11:39.
L'ultima modifica è del 13 maggio 2014 alle ore 15:53.

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Un ampliamento, o una rimodulazione, del taglio dell'Irap per favorire maggiormente le piccole aziende. L'alleggerimento della stretta sui beni d'impresa. Un ritocco al ribasso dell'imposta di bollo del 2 per mille sui depositi soprattutto per quelli dei contribuenti più deboli. Sono i tre dei correttivi al decreto Irpef all'esame della commissioni Bilancio e Finanze di palazzo Madama che al momento sembrano avere le maggiori chances di ottenere l'ok dei senatori. Quasi impossibile almeno per il momento, invece, un'estensione della platea dei beneficiari del bonus Irpef da 80 euro mensili che il governo ha di fatto blindato in attesa di recuperare con la prossima legge di stabilità le risorse necessarie per destinarlo dal 2015 anche a pensionati e incapienti.

In arrivo una piggia di emendamenti
I partiti comunque non demordono. E il pressing per garantire il bonus subito quanto meno anche alle famiglie numerose e monoreddito scatterà già nella giornata di oggi con la presentazione degli emendamenti al decreto da parte dei gruppi parlamentari del Senato. È probabile che il provvedimento venga investito da una pioggia di modifiche. Tutti i partiti, a cominciare da quelli della maggioranza, sono interessati a lasciare il loro segno. Non a caso nel pomeriggio a illustrare le proposte di Ncd ci sarà tutto la "stato maggiore" del partito. E anche Forza Italia presenterà le sue proposte con una delegazione guidata dai suoi esponenti di primo piano al Senato. Proprio da Forza Italia continuano ad arrivare critiche al Governo, soprattutto per voce del capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, al sistema di coperture giudicato non adeguato e insufficiente. Un nodo quelle delle coperture finito anche nel mirino dei tecnici del Servizio Bilancio di palazzo Madama con conseguente botta e risposta polemico tra il premier Matteo Renzi, per il quale le coperture sono assolutamente solide e certe, e il presidente del Senato, Piero Grasso. Su questo fronte è probabile che già in Commissione vengano approvati alcuni ritocchi per rendere ancora più stabile il sistema delle coperture. E soprattutto il partito Democratico sembra intenzionato a lavorare in questa direzione.

Beni d'impresa e Irap nel mirino
In ogni caso la maggioranza sta già lavorando per far passare un ristretto pacchetto di modifiche facendo leva su emendamenti selezionati del governo o dei due relatori (Cecilia Guerra del Pd e Antonio D'Alì per Ncd). A cominciare da quello già abbozzato per frazionare in più tappe almeno fino al 16 dicembre prossimo l'attuale meccanismo di pagamento in un'unica soluzione previsto dal decreto dell'imposta sostitutiva a carico delle imprese che hanno rivalutato i loro asset. Il relatore D'Alì poi ha già fatto sapere che si valuterà con attenzione anche la possibilità di ampliare o rimodulare il taglio dell'Irap in favore delle piccole imprese.

Il sì del Senato solo dopo le "europee"
Il decreto è comunque destinato ad avere un cammino tutt'altro che a tappe forzate: il "sì" di Palazzo Madama arriverà solo dopo la tornata elettorale per le europee. Sarà in aula dal 29 maggio per il via libera. Se il Senato concederà il suo disco soltanto all'inizio della prima settimana di giugno la Camera avrà poco più di 20 giorni a disposizione per il secondo via libera.

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