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Questo articolo è stato pubblicato il 17 maggio 2014 alle ore 08:14.

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La vera sorpresa del Consiglio dei ministri di ieri, sul fronte delle nomine, è stata la mancata assegnazione della poltrona, prestigiosa quanto delicata, della direzione dell'agenzia delle Entrate al posto dell'uscente Attilio Befera.
La "casella" avrebbe dovuto essere riempita, secondo le indiscrezioni, con il nome dell'attuale vice, Marco Di Capua. Una designazione che sembrava scontata, anche perché il termine per concludere le operazioni dello spoils system, il prossimo 24 maggio, è ormai dietro l'angolo. Nel comunicato diffuso dopo la riunione a Palazzo Chigi invece non si fa cenno alle Entrate. Così come nulla è stato deciso con riguardo all'agenzia del Demanio, attualmente guidata da Stefano Scalera. Le ragioni delle due "non nomine" sarebbero ormai solo politiche. Il ruolo di direttore delle Entrate e di quello del Demanio sono cruciali come non mai per la tenuta dei conti pubblici: le risorse della lotta all'evasione e quelle derivanti dalla vendita del patrimonio immobiliare determineranno nei prossimi anni i reali spazi di manovra per le strategie economiche del Governo.
I due dossier sono dunque sul tavolo del premier Matteo Renzi alle prese con il dilemma shakespeariano continuità/discontinuità. Con il passare delle ore il "toto-direttore" si sta rivelando, del resto, una centrifuga di candidati. Se il nome del vicedirettore vicario Di Capua resta comunque in «pole», i "sondaggisti", dentro e fuori l'amministrazione finanziaria sottolineano come siano in aumento le quotazioni di outsider autorevoli. Nei giorni scorsi, per esempio, sono balzato agli onori della cronaca i nomi di Luigi Magistro, vicedirettore area Monopoli, e di Francesco Greco. Il procuratore di Milano, a capo del pool reati finanziari, ha coordinato l'attività di studio sul fenomeno dell'autoriciclaggio, nell'ambito del gruppo creato dal ministero della Giustizia (lavoro i cui risultati sono strettamente legati all'operazione di voluntary disclosure e rientro dei capitali) ed è stato più volte citato da Renzi nei mesi scorsi. Non avrebbe perso tutte le chance di essere la prima donna a dirigere l'Agenzia, Rossella Orlandi, attuale direttrice della Dre del Piemonte ed ex direttore centrale aggiunto dell'Accertamento.
Ieri, invece, disco verde dell'Esecutivo per altre cariche. Su proposta del ministro dell'Economia, Pietro Carlo Padoan, è stato confermato a Daniele Franco l'incarico di Ragioniere generale dello Stato e a Vincenzo La Via quello di direttore generale del Tesoro. Fabrizia Lapecorella resta direttore generale delle Finanze, mentre è stata avviata la procedura per la riattribuzione a Giuseppe Peleggi della carica di direttore dell'agenzia delle Dogane e dei monopoli.
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