Europee, il programma di Green Italia -Verdi europei in dieci punti: dai Green Jobs volano per lo sviluppo alla no tax area nei distretti inquinati
L'Euro non va abbandonato, la Bce deve ricoprire il ruolo di prestatore di ultima istanza
9. Il programma di Green Italia-Verdi europei per le Europee / Piano energetico sostenibile europeo: rinnovabili, efficienza energetica e smart cities

Nel 2013 abbiamo consumato in otto mesi le risorse che richiedono un intero anno per la loro riproduzione. Serve un mutamento radicale nel consumo di energia e nei modelli produttivi. Questo significa portare dal 20% al 30% l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas climalteranti entro il 2020, dai livelli del 1990, per arrivare nel 2050 alla totale decarbonizzazione della società. Attuare un Piano Energetico Sostenibile Europeo (Pese) che punti sulle energie rinnovabili, sull'efficienza energetica e sulle smart cities per vincere la nostra dipendenza dalle fonti fossili. Occorre rendere trasparente e "meno pesante" la bolletta elettrica, razionalizzando le voci e imputando a carico della fiscalità generale quelle non inerenti il mercato dell'energia e il sostegno alle rinnovabili Estendere l'applicabilità del meccanismo di scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 5 MW. Introdurre forme di agevolazione fiscale (IVA agevolata, detrazioni IRPEF ecc.) per l'acquisto di auto elettriche, pompe di calore, cucine a induzione Nel caso della Pubblica Amministrazione prevedere un plafond d'investimento in deroga al Patto di Stabilità per gli interventi con payback breve (entro 5 anni). La "decarbonizzazione" dei sistemi energetici deve accompagnarsi a uno sforzo radicale per migliorare l'efficienza energetica nei consumi civili, nei trasporti, nell'industria. L'esempio da seguire è quello degli "ecoincentivi" alle ristrutturazioni energetiche degli edifici, in vigore da alcuni anni e grazie ai quali quasi 2 milioni di famiglie hanno realizzato interventi per rendere le loro case meno "energivore". Un'esperienza virtuosa a 360 gradi, che ha fatto diminuire i consumi di energia per usi domestici, ha ridotto le relative emissioni inquinanti, a permesso la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro. Vogliamo una mobilità sostenibile in Europa, con politiche pubbliche che fissino l'obiettivo di ridurre del 60% entro il 2050 le emissioni inquinanti nel settore dei trasporti. Occorre perseguire l'abbattimento dei livelli di smog nelle città, che determinano danni sanitari sempre più larghi; attuare il Piano d'Azione UE per la Mobilità Urbana, con incentivi,
risorse e regole concrete per favorire una mobilità sostenibile nelle città; abbandonare molti costosi e inutili progetti per le reti TEN (come la TAV Torino-Lione) a favore del finanziamento delle reti su ferro per la mobilità urbana e il trasporto dei pendolari nelle aree metropolitane; introdurre un'adeguata tassazione per i consumi di carburante nel trasporto aereo, oggi completamente defiscalizzati nonostante l'elevato impatto inquinante; incentivare il trasferimento del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia. Vogliamo un'Europa OGM FREE che assicuri la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità, la revisione della PAC (Politica Agricola Comune) e il pieno sostegno alle filiere corte legate alle produzioni tipiche locali, dell'agricoltura biologica e del mercato equo e solidale con i Paesi del Sud del mondo
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