I venti scatti di un Paese che cerca di agganciare la ripresa
Un'Italia dove i giovani non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro e scelgono Regno Unito, Germania e Svizzera per crearsi un futuro. Un Paese che prevede per quest'anno un aumento del Pil dello 0,6% in termini reali, in cui le famiglie tagliano la spesa per i consumi. Un'Italia che stenta ad attrarre investimenti esteri, che destina a Ricerca e sviluppo una quota del prodotto interno lordo distante dall'obiettivo fissato da Europa 2020. È questo il quadro che emerge dal Rapporto 2014 dell'Istat. Ecco in venti scatti la sequenza di fotogrammi che racconta un Paese che vuole agganciare la ripresa:
a cura di Andrea Carli
2. Il report Istat / Dal 2008 al 2013 cresce il lavoro permanente a tempo parziale

Tra il 2008 e il 2013, spiega l'Istat, gli occupati permanenti a tempo pieno (lavoro standard) sono diminuiti di quasi 1,4 milioni (-7,7%). Cala anche il lavoro atipico (-177 mila occupati, -6,4%), mentre cresce quello parzialmente standard, ossia il lavoro permanente a tempo parziale (+572 mila unità, +22,1%). La quota del part time involontario (sul complesso dei lavoratori part time), arriva al 71,5% tra gli uomini e al 58,1% tra le donne. Diminuiscono i cassaintegrati che perdono il lavoro l'anno successivo: dal 30,7% del 2011-2012 al 25,5% del 2012-2013; diminuisce anche la permanenza in Cig (dal 34,1% al 32,9%) mentre aumenta il rientro in occupazione (dal 35,3% al 41,6%)
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