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Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2014 alle ore 21:50.

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Sale la tensione all'interno del Movimento 5 Stelle dopo la pubblicazione di un documento interno di analisi del voto europeo realizzato dallo staff comunicazione Cinquestelle alla Camera. Un dossier incandescente, che avrebbe scatenato le ire dei due fondatori del M5S, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, accusati di cattiva gestione della campagna elettorale e di scelte sbagliate per gli strumenti di comunicazione. A cascata, le polemiche divampano anche tra parlamentari e soprattutto tra i gruppi comunicazione M5S a Palazzo Madama e a Montecitorio, in una sorta di confronto tra "lealisti" (guidati dal coordinatore dei due uffici, Rocco Casalino), e i "frondisti" della Camera.

Puntare sulla tv per far passare il "messaggio" del Movimento
Il documento dello staff di comunicazione di Montecitorio in pratica mette sul banco degli imputati per la sconfitta Grillo e Casaleggio mentre "salva" i parlamentari grillini. Molte infatti le critiche esplicite sulla gestione della recente campagna elettorale, e i suggerimenti per adottare una strategia di comunicazione completamente nuova. Ad esempio, puntare sulla tv con una maggiore presenza nei tg, o creare una sorta di "governo ombra" all'inglese per conquistare credibilità tra gli elettori, e modificare il sistema di selezione dei candidati. Secondo alcune fonti parlamentari, il documento non sarebbe piaciuto a Grillo e Casaleggio perché farebbe fare una «figuraccia» al Movimento e, tra le altre cose, sosterrebbe una tesi esattamente contraria a quella del co-fondatore M5S sull'utilizzo della Tv.

L'analisi del voto Ue: italiani sempre attratti da "uomo forte"
La parte che avrebbe scatenato maggiormente l'indignazione dei due leader politici e le polemiche all'interno del Movimento è però quella che analizza il risultato del voto europeo. Da una parte si sottolinea che «il MoVimento non è crollato», dall'altra si chiamo in causa gli italiani «che hanno dimostrato di aver bisogno di affidarsi a un uomo forte» come avvenuto con «Mussolini e Berlusconi». Molti i presunti errori del Movimento finiti nel mirino dei comunicatori, e in particolare il cattivo uso del mezzo televisivo da parte degli eletti M5S nel corso della campagna elettorale, con l'invito a «usare meglio la tv», per «far percepire l'affidabilità del M5S».

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