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Costo del lavoro, ecco le ipotesi di taglio del cuneo su imprese e…

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LE MISURE ALLO STUDIO DELGOVERNO

Costo del lavoro, ecco le ipotesi di taglio del cuneo su imprese e lavoratori

Un taglio strutturale del cuneo sulle imprese e anche sui lavoratori. Con diverse calibrature, a seconda del bacino potenzialmente interessato e dell’impatto sui conti pubblici. È il modello ricorrente (ma non l’unico) tra le varie opzioni allo studio della cabina di regia economica di Palazzo Chigi che sta lavorando al dossier sulla riduzione del costo del lavoro sui contratti a tempo indeterminato in parallelo all’opzione di una nuova proroga della decontribuzione, ma in versione ancora più soft dell’attuale.

L’obiettivo del governo, come ripetuto la scorsa settimana dal ministro, Giuliano Poletti, è provare, risorse permettendo, ad anticipare la sforbiciata al cuneo già nel 2017. Con una premessa: l’intervento sul costo del lavoro viaggerebbe molto difficilmente in compagnia di un prima sforbiciata all’Irpef. Gli impegni presi con l’Europa nella partita sulla finanza pubblica dovrebbero costringere alla fine l’esecutivo a scegliere una sola delle due misure. Del dossier-cuneo si discuterà con tutta probabilità anche oggi nell’incontro tra Governo e sindacati al ministero del Lavoro insieme ad altri temi caldi: pensioni e riforma del modello contrattuale. Un dossier che al momento punta sull’opzione taglio del costo del lavoro di 4-6 punti dei contributi sui neo-assunti (v. Il Sole 24 Ore di sabato) facendo leva su un’operazione da 250 milioni per ogni punto, per 1-1,5 miliardi complessivi solo nella prima fase.

In questo caso il taglio verrebbe ripartito in parti uguali tra imprese e lavoratori. Anche se resta molto gettonata l’ipotesi di un alleggerimento di due terzi per le imprese e di un terzo per il lavoratore. Una scelta che nascerebbe dall’opportunità di ridurre il costo del lavoro, ma anche di produrre una ricaduta positiva sulle buste paga dei dipendenti. Con una sorta di paracadute, sotto forma di incentivazione del ricorso alla previdenza integrativa da far scattare sempre con la prossima manovra di autunno, per i possibili effetti negativi sul calcolo della pensione che innescherebbero i minori versamenti dei contributi previdenziali.

Sul tavolo, e al momento non del tutto accantonata, c’è anche l’ipotesi di un intervento più radicale, con un taglio al costo di tutto il lavoro stabile (vecchi e nuovi assunti). In questo caso un punto di contributi in meno costerebbe 2,5 miliardi (il primo anno della decontribuzione piena è costato circa 2 miliardi).

Il confronto tra i tecnici di palazzo Chigi e i ministeri interessati (Economia e Lavoro) non è ancora entrato nella fase più calda, anche perché l’attuale incentivo alle assunzioni a tempo indeterminato si esaurirà a dicembre. Per palazzo Chigi la strada della nuova proroga della decontribuzione, extra light, resterebbe quella più facilmente percorribile. Questa misura, oltretutto, non entrerebbe troppo in conflitto con un’eventuale sforbiciata all’Irpef. Ma nella stessa maggioranza, e non solo tra i tecnici, c’è chi sta intensificando il pressing per un intervento sul costo del lavoro con un profilo maggiormente strutturale, come il taglio del cuneo.

«La riduzione della pressione fiscale sul lavoro è una priorità, il Governo è impegnato in questa partita», ha detto il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei. Del resto, nella fase attuale è fondamentale investire sulla crescita «perché questo vuol dire avere posti di lavoro e più speranze per i giovani», ha aggiunto il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando.

Nel caso della nuova proroga della decontribuzione il decalage ipotizzato dal governo si attesterebbe al 20-25% (per un tetto intorno ai mille-1.500 euro per un solo anno, il 2017). La sfida è «rendere il contratto a tempo indeterminato più conveniente dei rapporti a termine, anche quando finiranno gli incentivi», ripete Marco Leonardi, consigliere economico di palazzo Chigi. E l’anticipo al 2017 del taglio strutturale del cuneo consentirebbe di tagliare automaticamente questo traguardo.

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