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Questo articolo è stato pubblicato il 24 novembre 2010 alle ore 19:28.
La fotografia del mobile banking in Italia
La banca diventa mobile. La crescita è esplosiva, i numeri assoluti ancora modesti. Questa la tendenza che, dati alla mano, descrive l'andamento del mobile banking, e cioè di tutti quei servizi di gestione di conti correnti e deposito titoli utilizzabili attraverso dispositivi mobili, smartphone in particolare.
L'esempio più recente della crescente popolarità del fenomeno è arrivata nei giorni scorsi da una nota di Montepaschi, in cui il Gruppo bancario senese annunciava i risultati conseguiti dalla piattaforma Paskey. Nel terzo trimestre del 2010 le operazioni informative e dispositive effettuate tramite cellulare dai clienti di Mps sono aumentate del 424% rispetto alla media del primo semestre dell'anno, mentre il numero di utenti abilitati al servizio è salito a 860mila.
Un mercato da 890 milioni di utenti nel 2015
Secondo i dati più recenti dell'Abi il fenomeno interessa nove milioni di correntisti italiani – non tutti però ne sono utilizzatori - cioè circa il 30% del totale. I conti attivi via telefonino sono invece nell'ordine dei 3,4 milioni; di questi molti sono utilizzati solo per i messaggi di "alert" via Sms che informano il cliente dei movimenti che hanno interessato il suo conto, mentre è esigua la percentuale delle operazioni di bonifico effettuata da terminale mobile. Una buona fetta di utenti, questo il quadro d'insieme che descrivono operatori e analisti di settore, sposerà progressivamente il modello multicanale a cui tutte le banche sono da tempo votate e adotterà via via gli strumenti di interazione digitali che queste metteranno a disposizione. Tanto che, stando alle previsioni di Berg Insight, nel 2015 gli utenti di servizi di mobile banking su scala mondiale sfioreranno quota 894 milioni (di cui 115 milioni in Europa, 86 milioni in Nordamerica e oltre 400 milioni nell'area Asia Pacifico), rispetto ai 55 milioni registrati nel 2009.
Un fenomeno che interessa tutti
Proprio l'identikit dell'utenza di Paskey - il 39% degli utenti che hanno sottoscritto un contratto di multicanalità integrata ha età compresa tra i 36 e i 50 anni, mentre l'incidenza dei giovani di età inferiore ai 36 anni è del 32% - è uno dei cardini del successo del mobile banking. L'eterogeneità dei clienti, il fatto cioè che non vi sia un "gap" culturale e generazionale da colmare (casomai il problema si pone dal punto di vista tecnologico), si affianca a quelli che, secondo Mps per lo meno, sono gli altri punti di forza di questi servizi: la sempre maggiore diffusione degli smartphone (e l'arrivo di modelli con schermi sempre più grandi e con funzionalità da mini computer) e la semplicità di utilizzo e gli elevati standard di sicurezza che caratterizzano i vari programmi attraverso cui operare su conti correnti o sul portafoglio titoli, ricevere l'estratto conto e altro. Le banche, in altre parole, hanno lavorato molto sulle interfacce mobili dei loro (già esistenti) servizi di banking on line e le hanno adattate per cavalcare uno dei nuovi paradigmi della società digitale, e cioè di quello di navigare in Rete dal cellulare. Abitudine che riguarda oggi circa otto milioni di italiani.







