CHRISTIAN T. BLAABJERG(Saxo Bank): «seggi elettorali importanti nel lungo periodo, sia che si confermi Gordon Brown o vinca lo sfidante, l'obiettivo è fissato: taglio della spesa pubblica e possibili nuove tasse».



In Gran Bretagna uno degli appuntamenti, che anche il mercato attende, sono le elezioni politiche di maggio. Di solito le Borse, un po' spocchiosamente, si disinteressano del "volgare" voto popolare: «sono altri gli elementi che ci interessano», è il leit motive della City. Purtroppo, però, le grandi istituzioni finanziarie, anche nella stessa Inghilterra, sono state salvate con i soldi dei tax payer. E i broker sono costretti ad osservare il risultato che uscirà dalle urne.

Il tema del debito pubblico
Il massiccio intervento governativo ha creato, soprattutto per il futuro, un macigno sulle casse pubbliche di Downing Street. E così si guarda ai programmi dei due contendenti, i Tory e i Labour. «Nel breve periodo -dice Christian T. Blaabjerg, capo strategist dell'equity di Saxo Bank -i seggi elettorali non sono importanti. Ma nel lungo, sia che si confermi Gordon Brown o vinca lo sfidante conservatore, l'obiettivo è fissato:
tagli alla spesa pubblica in modo da ripagare parte dell'enorme debito pubblico;
senza dimenticare che, probabilmente, verrà deciso un rialzo delle tasse al fine di velocizzare il processo di rientro. Quest'ultimo elemento potrebbe avere degli effetti negativi sulla domanda interna e, giocoforza, su quelle società che non puntano ad esportare i propri prodotti fuori dal paese». E per chi invece esporta? «La situazione dovrebbe essere migliore».

Stime sugli utili troppo ottimiste
Ciò detto, quale l'andamento del Ftse100, nella vostra visione? «Noi stimiamo un target, per metà anno, di 5.883 punti. Per, poi, assistere ad un ritracciamento verso quota 5.316». Perché questa seconda parte in calo? «Perché c'è un un eccesso di ottimismo sugli earning delle società. Sull'S&P 500, il consensus è compreso in una forchetta che, nella parte alta indica una crescita degli utili del 30% nel 2010; mentre, nella parte passa stima un incremento del 18 per cento. Per noi, quest'ultima previsione è più ragionevole e sensata».

(L'articolo non costituisce sollecitazione del risparmio e dell'investimento)

vittorio.carlini@ilsole24ore.com

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