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Questo articolo è stato pubblicato il 05 gennaio 2011 alle ore 07:55.
L'ultima modifica è del 05 gennaio 2011 alle ore 07:32.
Ci vorrebbe un'edicola dove trovare tutti i giornali disponibili per i tablet. Ma non c'è. Ci vorrebbe un vero luogo del mercato, dove confrontare prezzi e prodotti, in quella che potrebbe essere la nuova frontiera della distribuzione di informazioni. Ma non c'è. Ora le apps per l'iPad realizzate dagli editori di giornali si trovano insieme a tutte le altre nell'App Store: che non ne mostra la copertina, non sottolinea le novità, non consente offerte speciali e tante altre idee di marketing alle quali il mercato editoriale ha imparato ad affidarsi per sostenere le sue vendite. Quindi c'è un'opportunità. E Google vuole coglierla.
La Apple ha previsto una libreria virtuale per gli ebook destinati al suo tablet. Non ha però pensato a un'edicola, forse perché quando ha lanciato l'iPad aveva di fronte il successo del Kindle di Amazon ma non aveva esperienza dell'editoria di quotidiani e periodici. Questo può aver frenato lo sviluppo di questo mercato: dopo un entusiastico debutto, con decine di testate che si sono lanciate nella produzione delle loro apps e un buon riscontro del pubblico, secondo i dati dell'Audit Bureau of Circulations, le vendite sono calate negli ultimi mesi. Segno che c'è ancora molta innovazione da fare per gli editori, ma anche che il mercato non è abbastanza invitante e facile da usare. E l'idea di Google è di trasformarsi da "nemico" in "amico" degli editori, costruendo un'edicola per i giornali da leggere con i tablet che montano il suo sistema operativo, Android. Se gli editori investiranno per produrre applicazioni per Android, del resto, la piattaforma di Google avrà più chance di recuperare il mercato dei tablet perduto a vantaggio dell'apripista Apple.
La concorrenza tra le piattaforme non può che giovare a editori e pubblico, anche se genererà dei costi in più per lo sviluppo su piattaforme diverse. Ma chiama anche gli editori alle loro responsabilità: avranno ancora più stimoli a investire in una tecnologia che i lettori apprezzano e a sostenere redazioni rinnovate di autori, designer e programmatori capaci di inventare ciò che è ormai possibile, anche se non si è ancora visto.
L'entusiasmo suscitato dall'avvento dell'iPad non accenna a scemare. La Apple ha venduto 6,5 milioni dei suoi tablet nel quarto trimestre, secondo Chris Whitmore, analista della Deutsche Bank, che prevede vendite per altre 28 milioni di unità nel corso del 2011. Nonostante l'arrivo della concorrenza: il Galaxy della Samsung, con sistema operativo Android di Google è sul mercato da qualche tempo e al Consumer Electronics Show di Las Vegas, saranno presentati molti altri modelli, con diversi costruttori, oltre ai giganti Hp e Dell, impegnati nell'offerta di tablet dotati di diversi sistemi operativi, da Android a Windows, da Linux a Palm. In primavera, poi, arriverà il tablet della Rim. Ma il vantaggio di Apple è solido e resterà a lungo. Anche grazie alle migliaia di applicazioni di successo realizzate dagli sviluppatori per la sua piattaforma.











