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Questo articolo è stato pubblicato il 21 gennaio 2015 alle ore 07:00.
L'ultima modifica è del 21 gennaio 2015 alle ore 08:51.

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«Non vedo perché il quantitative easing europeo non debba avere un effetto positivo sui mercati e sull'economia: ha funzionato negli Stati Uniti, sono sicuro che funzionerà anche in Europa. E non credo che le elezioni in Grecia possano risultare destabilizzanti per i mercati: il dibattito sull'uscita dall'euro del Paese ellenico mi sembra più un gioco politico che un reale pericolo. Noi crediamo ancora nell'Europa e riteniamo tutt'ora attraente il suo mercato azionario». Incluso «quello italiano».

Parlare con Robert Kapito, presidente di BlackRock, alla vigilia del meeting della Bce e delle elezioni elleniche, infonde una certa serenità. Non solo perché BlackRock è la più grande società di gestione del risparmio del mondo, con 4.652 miliardi di attivi: ha insomma una tale potenza di fuoco (stiamo parlando di una quantità di denaro pari al più del doppio del Pil italiano) che se continua a investire in Europa non può che aiutare il Vecchio continente. Ma Kapito infonde tranquillità soprattutto per quello che dice: tutte le preoccupazioni che girano sui mercati in questi giorni non lo turbano affatto.

Non teme la Grecia. E ha fiducia nel «quantitative easing» della Bce. Solo una cosa lo preoccupa davvero: «Le famiglie in Europa e in America hanno ancora troppa paura e preferiscono tenere la liquidità a portata di mano in banca piuttosto che investirla. Questo è un problema epocale: se oggi gli uomini e le donne non pensano al loro futuro e non investono i risparmi guardando al lungo termine e alla pensione, un giorno avranno problemi seri. Secondo un nostro sondaggio, due terzi degli americani destinano meno di 25mila dollari alla pensione e un terzo non fa nulla su questo fronte: questo è drammatico». L'unica cosa di cui avere paura, sembra dire Kapito parafrasando Roosvelt, è la paura.

Partiamo dalla Bce. Un sondaggio di Rbs dimostra che solo il 4% degli investitori crede che la manovra di Draghi farà tornare sia la crescita economica sia l'inflazione, mentre il 52% ritiene che l'effetto si sentirà solo sui mercati finanziari. Lei sembra ben più ottimista della media dei suoi colleghi...
È normale che il mondo si divida tra ottimisti e pessimisti. Io sono nella prima categoria: constato che negli Stati Uniti il «quantitative easing» ha riportato la crescita economica e non vedo perché questo non debba accadere anche in Europa. Forse la manovra della Bce potrà avere effetti differenti tra un Paese e l'altro, ma nel complesso servirà.

Però gli Usa hanno un'economia molto finanziarizzata, mentre quella europea è bancocentrica. Oltreoceano se si inietta liquidità sui mercati, si sa che arriverà alle imprese perché si finanziano in gran parte proprio sui mercati. In Europa, dove prevalgono le piccole imprese che per avere credito possono solo rivolgersi alle banche, la situazione è invece ben diversa.

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