Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 09 marzo 2011 alle ore 15:39.

My24
Con il suo nuovo libro Benedetto XVI scende in campo per difendere la storicità di CristoCon il suo nuovo libro Benedetto XVI scende in campo per difendere la storicità di Cristo

Accanto a questi contributi, sfidanti per il cristianesimo "ufficiale" e la Chiesa, si aggiungono poi moltissimi contenuti più o meno scandalistici o polemici veicolati dai mass media. Dall'eclatante successo del Codice da Vinci di Dan Brown, un romanzo che, con un artificio retorico, si proponeva come "storico", al Vangelo gnostico di Giuda, scoperto nel 1978, restaurato completamente nel 2001 e pubblicato in italiano nel 2006 da National Geographic, fino ai libri e all'attività divulgativa del matematico Piergiorgio Odifreddi e dell'ateologo francese Michel Onfray. Sono, inoltre, molti i siti internet che negano l'esistenza storica di Gesù (vai alla scheda) oppure cercano di demolire le certezze fondamentali del cristianesimo. Due esempi: il sito sulla "tomba di Gesù", ossia il portale che descrive i sondaggi archeologici sulla tomba e gli ossari ritrovati presso Talpiot, a sud di Gerusalemme, e Zeitgeist, il cliccatissimo filmato del Venus Project (sottotitolato anche in italiano), che tratta della religione cristiana come fosse un mito, comparando la storia del Cristo con quella di diverse religioni precedenti, in particolare con il mito egiziano di Horus, e propone una lettura della Bibbia su base "astronomica".

In questo contesto problematico si colloca il libro del papa, che, nella prefazione del primo volume, pur apprezzando e servendosi dei contributi della metodologia storico-critica, afferma che questi hanno portato a «distinzioni sempre più sottili tra i diversi strati della tradizione. Dietro di essi la figura di Gesù, su cui poggia la fede, divenne sempre più incerta, prese contorni sempre meno definiti». Tutti questi tentativi, prosegue ancora il papa, hanno avuto l'esito di lasciare l'impressione «che noi sappiamo ben poco di certo su Gesù e che solo più tardi la sua fede nella divinità ha plasmato la sua immagine». Da qui lo sforzo di Ratzinger di tornare al Gesù dei vangeli, presentandolo come il "Gesù storico" nel senso autentico del termine. «Io sono convinto – scrive il papa – e spero se ne possa rendere conto anche il lettore – che questa figura è molto più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontar negli ultimi decenni». Per Ratzinger solo in presenza di un personaggio straordinario, che superava radicalmente le aspettative e le speranze dell'epoca, si possono spiegare la crocifissione e il movimento che dopo ne è seguito. La domanda che il papa pone a tutti gli studiosi e ai suoi lettori è in ultima analisi questa: «Non è più logico pensare che la figura di Gesù fece saltare tutte le categorie disponibili e poté essere così compresa solo a partire dal mistero di Dio?».

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi