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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2012 alle ore 18:23.

Come "un'antica sacerdotessa" dei nostri giorni Marina Abramović fornisce implacabile le ultime istruzioni agli astanti. Indossato il camice bianco 21 spettatori eseguono il diktat necessario al suo metodo. Ora seduti, ora in piedi, ora sdraiati, con la nuca che sfiora la pietra, i cristalli di quarzo sulle seggiole e il freddo di un tavolo di legno con sopra appena un guanciale, ai suoi adepti non resta che lasciare spazio alle emozioni che affiorano lente, mentre il respiro si fa disteso.
È un'esperienza estetica osmotica quella che il Metodo Abramović e la sua creatrice Marina offrono al pubblico del PAC. Come d'incanto l'artista scompare e i visitatori avanzano da protagonisti. La scena è tutta loro. Un flusso energetico avvolge, immerge, disorienta e pervade i partecipanti alla performance. Parafrasando Michel Foucault, quando i piani si ribaltano ed il pubblico si impadronisce del medium d'arte, risuona la domanda "cosa è un artista oggi"?
L'Abramović tenta una risposta con la sua performance sciamanica che ridisegna ruoli e campi dell'estetica, spingendo lo spettatore oltre i limiti fin qui praticati.
"Ho capito che il pubblico ha bisogno di un'esperienza diretta dell'arte e non soltanto voyeuristica", spiega la Abramović.
Ed ecco che il suo metodo si offre a chi è disposto a darle in cambio il suo tempo. L'esperienza personale come un richiamo irresistibile. Marina è una sirena e anche il sottoscritto non ha resistito al richiamo della prova. Dalla sua performance si esce pensando che questa grande ammaliatrice ha ragione: il pubblico chiede sempre di più all'artista.
Per la performer di Belgrado "l'arte deve essere l'ossigeno della società e gli artisti hanno la responsabilità di portare dei valori alla società e devono prevedere il futuro".
In questa performance non c'è più il sangue del passato, non c'è la paura, solo l'emozione pura che fluisce lenta e incessante. Fino a restarne carpiti. La Abramović ha spostato il suo centro d'attenzione dal corpo alla mente, aprendosi a un nuovo orizzonte di significati. La sfida è lanciata proprio a partire dal Pac di Milano.
Marina Abramović, The Abramović Method
al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano
fino al 10 giugno 2012
è prodotta da 24 ORE Cultura Gruppo 24 ORE
stefano.biolchini@ilsole24ore.com
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