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Questo articolo è stato pubblicato il 01 maggio 2012 alle ore 06:45.

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ROMA
I l Cipe ha sbloccato un Piano di interventi prioritari nel Mezzogiorno nei settori della depurazione acque reflue urbane, e della bonifica di discariche, per un ammontare di 1.819 milioni di euro: 223 mini-interventi proposti dal Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca per superare tre procedure di infrazione comunitaria.
Gli interventi sono finanziati per 133 milioni con risorse già disponibili da parte delle Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) e per 1.686 milioni con risorse assegnate ieri dal Cipe: 1) 803,4 milioni a valere sui Fondi sviluppo e coesione (ex Fas) regionali 2007-2013; 2) 532,6 milioni recuperati dalla riprogrammazione di risorse Fas 2000-2006 (interamente da e per la Sicilia); 3) 350 milioni da riprogrammazione fondi europei 2000-2006 (interamente da e per la Sicilia). Gran parte del piano è dunque in Sicilia, circa un miliardo di euro su 1,8 complessivi.
Le infrazioni comunitarie da superare sono la 2004/2034 per la violazione dell'obbligo di dotare di sistemi fognari e depurativi tutti gli agglomerati urbani superiori ai 15mila abitanti; la 2009/2034 relativa agli agglomerati con oltre 10mila abitanti equivalenti; quella (specifica per il caso Calabria) per la diffusa presenza discariche abusive.
Il Cipe, su proposta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha poi approvato tre nuovi interventi di legge obiettivo per 423 milioni di euro.
Si tratta dell'autostrada in project financing denominata "Via del mare: A4-Jesolo e litorali", investimento da 200,7 milioni di euro promosso dalla Regione Veneto, interamente finanziato dai privati: c'è dal 2009 una cordata di promotori locali, il cui progetto (dopo l'ok del Cipe) sarà ora messo a base della gara "fase 2". Soddisfatto il presidente della Regione, Luca Zaia: «Aggiungiamo un altro importante tassello nella creazione del moderno sistema infrastrutturale del Veneto».
Ok del Cipe anche al progetto definitivo dell'ampliamento del porto di Trieste, un'intervento in project financing finanziato dal Cipe per 32 milioni già nel 2006, ma mai partito. Il Ministero delle Infrastrutture ha salvato i fondi dal rischio revoca a febbraio, e ora il Cipe, approvando il progetto definitivo, ha sbloccato il 1° stralcio per 132,4 milioni di euro (il totale è di 278 milioni). Soddisfatti gli assessori della Regione Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi e Sandra Savino, presenti al Cipe: «È un intervento in grado di rilanciare le attività del porto di Trieste ma, più in generale, quelle dell'intero sistema portuale regionale».
Il Cipe ha infine approvato il progetto definitivo del sub-lotto 2.1 (maxilotto 2), della Pedemontana delle Marche, per 90,2 milioni di euro. E il Contratto di programma tra Enac e l'aeroporto di Catania, con investimenti per 90 milioni nel 2012-2015.

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