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Questo articolo è stato pubblicato il 15 maggio 2012 alle ore 07:46.

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Divani al posto delle calze Omsa (Ansa)Divani al posto delle calze Omsa (Ansa)

FAENZA (RAVENNA) - È una corsa contro il tempo quella di Atl group, la società forlivese che il 23 aprile scorso ha acquistato dalla Golden Lady gli asset della ex-Omsa di Faenza. A settembre scadono infatti i termini per riconvertire la produzione dello stabilimento industriale romagnolo (da filati a complementi d'arredo) e iniziare a sfornare, già dalla fine di agosto, 1.000 divani al giorno per il committente Poltronesofà.

Un piano ambizioso da 20 milioni di euro, presentato ieri e finanziato per il 70% da quattro banche del territorio (Banca di Romagna, Credito coperativo ravennate imolese, Popolare di Ravenna e CariForlì del gruppo Intesa) che hanno messo 3,5 milioni di euro ciascuno. Per il momento è però ancora tutto fermo e si aspettano le ultime autorizzazioni, attese nella conferenza dei servizi convocata tra due settimane, per partire con i lavori di riconversione industriale.
«Un piano ambizioso – commenta Francesco Pinoni, direttore di Banca di Romagna – ma che ci ha convinti perché ha un'azienda solida dietro, affermata nel proprio settore, che sa adattarsi al mercato e che crede negli investimenti innovativi». Innovazione e adattamento al mercato sono il binomio che ha guidato il progetto di Atl che, nel nuovo stabilimento faentino, farà confluire dalla fine di agosto 170 dipendenti provenienti dai due stabilimenti forlivesi e da un'azienda di Lugo partecipata al 50%, la Più Mo Srl che fa imbottiture per divani in piuma e misto piuma.

«Grazie all'incremento di una commessa di Poltronesofà – spiega Luciano Garoia, ad della società di divani – che è uno dei nostri principali clienti, dobbiamo riuscire in 4 mesi a far lievitare la produzione giornaliera: da 350 a mille divani. Un bel salto! Per questo è stato necessario introdurre degli elementi innovativi nel processo produttivo, come un impianto di movimentazione automatica che abbiamo già commissionato alla Sacmi di Imola e che dovrebbe entrare in funzione già da fine estate».

A riconversione ultimata Atl si ritroverà sei linee di produzione concentrate in un unico stabilimento contro l'unica linea attuale distribuita su ben tre stabilimenti. Confermata ieri anche la disponibilità dell'azienda ad assumere 140 delle 225 dipendenti ex-Omsa attualmente in Cig. Verranno selezionate tra le 170 coinvolte nei colloqui professionali, curati dalla Randstad, già iniziati nei giorni scorsi. Un'ottantina, invece, le lavoratrici della Golden Lady al momento senza ricollocazione, anche a causa dello slittamento di sei mesi, da settembre 2012 a marzo 2013, del progetto del centro commerciale Le Perle, sempre nel Faentino, che avrebbe dovuto assorbire altre 60 cassaintegrate. Un ritardo, spiega Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza, legato alle difficoltà della proprietà a vendere gli spazi commerciali.

I sindacati stanno intanto valutando un ritorno al tavolo ministeriale per chiedere una proroga della cassa integrazione fino a dicembre. «È un passaggio necessario – precisa Lorenzo Zoli, segretario provinciale Femca Cisl di Ravenna – anche perché le assunzioni di Atl non si completeranno prima di febbraio e vista anche la situazione attuale temiamo un niet. Ma anche la regione dovrà fare la sua parte».

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