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Questo articolo è stato pubblicato il 25 luglio 2012 alle ore 06:46.

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MILANO
La questione dei diritti di superficie relativi ai terreni di Expo, tra Milano e Rho, rischia di tirare ancora per le lunghe. In questi giorni i cda di Expo e di Arexpo si sono riuniti e inviati richieste, ma ancora la quadra non c'è.
I ruoli sono grosso modo definiti: Expo realizza le strutture per l'evento mentre Arexpo è proprietaria dei terreni; una volta terminata l'esposizione universale, Arexpo diventa proprietaria anche delle strutture, mentre la società Expo di estingue.
Questo l'accordo di massima, che però deve ancora essere sottoscritto. I motivi su cui ancora si sta trattando sono quattro, ma soprattutto due sono le note dolenti: chi deve pagare e occuparsi delle (possibili) bonifiche e in che tempi Arexpo deve saldare il suo debito da 75 milioni con Expo una volta terminata l'esposizione universale. Un compromesso dovrà essere trovato per fine agosto, altrimenti potrebbero slittare i lavori per la costruzione della piastra, vinta pochi giorni fa da una cordata di imprese italiane (guidata da Mantovani spa) per 165 milioni, e che a breve dovrebbe avere l'aggiudicazione definitiva.
Nel dettaglio. Il tema delle bonifiche è fondamentale: la società Expo ritiene che le eventuali criticità debbano essere sanate da Arexpo, in quanto proprietaria dei terreni, ma Arexpo sostiene che Expo dovrebbe rifarsi sui proprietari originari, cioè il gruppo Cabassi e la Fondazione Fiera Milano, che hanno venduto i terreni per circa 150 milioni.
Poi la questione del "conguaglio" da 75 milioni che Arexpo deve a Expo. La società dei terreni deve pagare alla società che gestisce l'esposizione questa cifra come parziale "rimborso" per la costruzione delle strutture permanenti. La prima tranche da 50 milioni per Arexpo deve essere saldata a dicembre 2016, mentre per Expo dovrebbe essere anticipata ad aprile 2016. La seconda tranche da 25 milioni per Arexpo dovrebbe essere pagata nel 2017, mentre per Expo già nel 2016 e inoltre secondo Arexpo dovrebbe essere liquidata dai nuovi possibili acquirenti dei terreni (ancora ignoti) mentre Expo vorrebbe avere la certezza di ottenerli subito da Arexpo. Infine altri due problemi che però sembrano di più facile risoluzione. Arexpo chiede a Expo un affitto, tra i 400 e i 500mila euro, ma su questo la società guidata da Giuseppe Sala non sembra aver alzato delle barricate, per quanto arrivi come una richiesta non scontata. Poi dovrà essere definito il costo dello smantellamento delle strutture temporanee una volta terminata l'esposizione, che spetta a Arexpo, e il valore delle strutture permanenti, dall'anfiteatro all'auditorium, della cui realizzazione si occuperà Expo ma che poi passeranno di proprietà ad Arexpo. Queste due cifre permetterebbero agli azionisti di capire già da adesso se il bilancio complessivo di Arexpo chiuderà in attivo o in positivo.
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