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Questo articolo è stato pubblicato il 05 settembre 2012 alle ore 06:42.

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NAPOLI
Ieri e oggi full immersion a Roma al ministero dello Sviluppo economico per dare forma e programmi al meta distretto italiano dell'aerospazio, un cluster nazionale nato dall'alleanza tra i poli aerospaziali di Puglia, Campania e Lazio e i comitati per il distretto di Lombardia e Piemonte.
Cinque poli che rappresentano oltre il 90% delle produzioni e degli addetti dell'industria aerospaziale italiana, un comparto che nel nostro Paese realizza un fatturato di circa 9 miliardi (dati 2010) con 39mila dipendenti, posizionandosi al sesto posto nel mondo e al quarto in Europa. La sola aeronautica contribuisce mediamente nella misura del 8-10% al saldo attivo della bilancia commerciale nazionale e per più del 2% all'export.
Ieri pomeriggio il primo incontro, a porte chiuse, a cui hanno partecipato i presidenti dei distretti e dei comitati di distretto interessati, oltre a rappresentanti di Finmeccanica e di Avio. Mentre questa mattina una nuova riunione a porte chiuse sarà allargata anche ad altri rappresentanti di imprese del settore. Assenti per ora le regioni che decideranno in un secondo momento se aderire, anche se ciò sembra scontato.
Si è discusso della forma giuridica da dare al nuovo "agglomerato produttivo" (dapprima un'associazione e poi un soggetto con personalità giuridica più definita) e, «soprattutto – precisa Giuseppe Acierno, designato presidente del meta distretto in quanto già guida del polo pugliese – delle strategie da adottare nell'ambito di un piano quinquennale». «Oggi – continua Luigi Carrino, presidente del distretto campano – continuerà la discussione su una bozza di piano che verrà presentata dalle grandi aziende e sui progetti da avviare per partecipare al bando emanato, a maggio, dal ministero della Ricerca scientifica per favorire "Lo sviluppo e il potenziamento di cluster tecnologici nazionali"». Il bando, che si chiude il 28 settembre, ha una dotazione di 368 milioni a cui se ne aggiungono i 40 riservati alle regioni "Obiettivo convergenza". Il meta-distretto italiano punta a concorrere presentando quattro progetti con otto partecipanti ciascuno, tra singole aziende a Ati. L'avviso, ideato dal ministro Francesco Profumo, ha come obiettivo di fondo la creazione di reti in cui confluiscano realtà produttive e centri di ricerca per migliorarne la competitività.
In realtà la nascita del meta-distretto è un evento atteso dal 2006 che finalmente mette insieme gli attori di un comparto dai grandi numeri che deve competere su scala mondiale con i giganti del settore. Il primo atto concreto risale a fine luglio, quando è stato sottoscritto, a Roma, l'accordo per la costituzione del cluster nazionale. Ma resta difficile far convergere le esigenze di lavoro, produzione e visibilità dei singoli territori in una logica e in una strategia comuni.
Primo a nascere è stato, nel 2009, il polo pugliese, a cui hanno aderito 50 imprese circa e centri di ricerca. Mentre il distretto campano è di recente costituzione su impulso di un altro bando ministeriale. Oggi riunisce 31 soggetti tra cui nove grandi aziende (tra queste Alenia Aermacchi con una quota del 6%), 9 piccole imprese e cinque consorzi di Pmi. Più pesante per fatturato ed export il polo lombardo con 4 miliardi di fatturato e un export in aumento del 32% nel primo trimestre 2012: conta su 185 imprese e 15mila addetti. Mentre quello piemontese, costituito da 7 grandi imprese e da oltre 200 Pmi, si è organizzato sin dal 2007 come piattaforma tecnologica regionale. Nel Lazio il distretto dell'aerospazio vale 5 miliardi di fatturato e 250 aziende, con 30mila addetti e 10 centri di ricerca attivi.
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