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Questo articolo è stato pubblicato il 04 ottobre 2012 alle ore 06:45.

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ROMA
Potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang il progetto di fare dell'Italia un "hub" continentale del gas metano, pezzo forte della bozza di Strategia Energetica Nazionale che il Governo sta facendo circolare, seppure in versione provvisoria, tra gli operatori. L'altolà viene da uno dei massimi protagonisti dell'energia italiana: Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel.
In un'audizione al Senato Conti conferma l'interesse ad una partecipazione in Tap, uno dei nuovi gasdotti che da oriente dovrebbero rinforzare il nostro import metanifero, ma smonta minuziosamente il progetto di promuovere una pluralità di nuove infrastrutture per trasformarci in un portale energetico per tutta Europa.
«I produttori di gas sono sempre gli stessi, l'Italia dipende e continuerà comunque a dipendere soprattutto da Russia e Algeria, i consumi tendono a calare ulteriormente e l'idea di proiettarci verso un mercato di forniture spot rischia di aumentare e non di diminuire la nostra dipendenza dai giochi di produttori sui quali non siamo sufficientemente influenti» spiega Conti ai senatori impegnati nelle audizioni sul nuovo Piano Energetico che il Governo promette per le prossime settimane.
Teniamoci dunque stretto l'attuale schema dei contratti di lungo periodo "take or pay", dice Conti. Uno strumento «che ha dimostrato di tutelarci sufficientemente e che non conviene ridimensionare, soprattutto in prospettiva», tenendo conto di uno scenario che vede sì una domanda calante in Europa ma a fronte di una crescente richiesta sia di paesi in via di sviluppo affamati di nuove infrastrutture e risorse energetiche, come Cina e India, sia paesi che si stanno convertendo ad un uso massiccio del gas che sono disposti a comprare a prezzi assai lucrativi per gli esportatori. «E' il caso del Giappone che sta uscendo dal nucleare» ci ricorda l'ad dell'Enel.
Conti ne approfitta per levarsi qualche sassolino dalla scarpa sulla «scarsa promozione dell'energia elettrica, ormai il vettore energetico più efficiente, anche in settori come la climatizzazione o la mobilità». L'auto elettrica? «Un'occasione che finora si è colpevolmente persa» incalza Conti citando l'industria automobilistica francese o tedesca «che offrono ai cittadini opportunità assolutamente convenienti».
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