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Questo articolo è stato pubblicato il 15 gennaio 2013 alle ore 18:07.

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È il primo, positivo, effetto rimbalzo della Torino-Lione per l'Italia. Da oggi, la Valsusa è "smart" sulle tlc ed è la prima vallata montana a poter contare su una connessione totale in fibra, con una larghezza di banda pari a quella installata in un'area metropolitana.

La posa dell'infrastruttura è il primo passo nella realizzazione del più complesso progetto Smart Susa Valley, la cui stesura è affidata all'Osservatorio tecnico di Mario Virano e che dovrà prendere corpo con i fondi delle compensazioni dell'alta velocità. In tutto, spalmata su più anni, dovrà essere stanziata una cifra pari a circa 140 milioni (di cui 10 disponibili a breve termine), che corrisponde al 5% circa dell'investimento diretto del Governo italiano sul tratto transfrontaliero della linea. «Soldi che - specifica lo stesso commissario di Governo per la Torino-Lione, Mario Virano - saranno in gran parte spesi all'interno di progetti strutturali europei, che ci auguriamo possano muovere investimenti ben più copiosi per la Valsusa».

L'obiettivo di chi da anni lavora per assicurare ricadute dirette al territorio attraversato dalla linea ad alta velocità è, infatti, gettare le basi per lo sviluppo del tessuto economico locale. La connessione a internet in fibra ottica è l'abc di ogni, futuro, investimento. «La Valsusa - spiega Paolo Foietta, direttore delle aree tecniche della Provincia di Torino - è un canale di collegamento fondamentale fra il Nordovest e l'Europa. Non solo per il traffico su gomma e rotaia, ma anche per quello immateriale, che viaggia attraverso la rete. Il nostro obiettivo è proporre, insieme alla Torino-Lione, la realizzazione di una grande dorsale alpina per il trasporto di merci e passeggeri, dati ed energia, al pari dei grandi hub presenti nei Paesi del Nord».

I Comuni già connessi sono cinque (Susa, Venaus, Novalesa, Mattie e Giaglione) a cui si aggiunge Modane e l'Haute Maurienne, che grazie al progetto ha superato un annoso problema di digital divide. Già a fine febbraio il numero delle amministrazioni in rete aumenterà e per fine aprile tutta la Valsusa sarà connessa a banda larga. «Un risultato che ci distingue - spiega Antonio Saitta, presidente della Provincia - e che è frutto di quel piano strategico condiviso con gli enti locali già dal 2007».

Partner dell'iniziativa è innanzitutto la Sitaf, concessionaria della Torino-Bardonecchia, che fra le iniziative in programma sta pianificando la realizzazione di un cavedotto, primo esempio di rete per la trasmissione di energia. Al progetto, che al momento ha richiesto un investimento di 300mila euro, partecipano anche l'Ativa, il consorzio Topix, che si è occupato dell'infrastruttura telematica, il Csi Piemonte e il consorzio Acsel, che in Valsusa aveva posato la rete di connettività locale.

La connessione, che sarà gratuita nelle scuole e negli edifici pubblici, oltre che negli hotspot cittadini, verrà proposta con pacchetti a pagamento agevolati ai privati e alle imprese. «Che ora – prosegue Virano – avranno una nuova opportunità, con la possibilità di insediare non più solo attività industriali di tipo tradizionale, ma anche terziario di ultima generazione».

Lo sviluppo delle tlc è solo uno degli assi portanti di Smart Susa Valley, le cui azioni s'indirizzano all'assetto idrogeologico, allo sviluppo delle energie alternative e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

«Il piano completo delle opere, compreso il primo pacchetto da 10 milioni – conclude Virano – sarà presentato dopo le elezioni. Il ministro alla Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha comunque già trasmesso lo schema di progetto a Bruxelles per l'inserimento fra i progetti pilota sui cui si definiranno gli stanziamenti dal 2014 in avanti. In questo senso, la Valsusa potrebbe essere un caso sperimentale di applicazione di una strategia di sviluppo pensata per aree metropolitane a un territorio a bassa densità».

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