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Questo articolo è stato pubblicato il 08 febbraio 2013 alle ore 06:44.

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ROMA
Le lunghe ombre della crisi ricadono anche sul bilancio annuale del Fondo di garanzia per le Pmi. Nel 2012 sono cresciute le domande, sia quelle presentate sia quelle accolte, ma risulta in calo il valore delle garanzie e di riflesso i finanziamenti attivati. Specchio delle difficoltà del sistema del credito e delle imprese, molto più prudenti nell'intraprendere investimenti, il Fondo ha operato in misura prevalente per finanziamenti a breve termine e per esigenze di liquidità.
Lo scorso anno sono state presentate 62.069 domande (+3,5% rispetto al 2011) di cui 61.408 accolte (+11,2%). Ma il finanziamento medio in evidente calo, 133mila euro contro 151mila, alla fine determina un -1,8% per il valore complessivo (8,2 miliardi) e un -10% dell'importo garantito (da 4,4 a 4 miliardi di euro). La lettura dei dati consente dunque di intercettare il persistente affanno del sistema delle micro e delle piccole e medie imprese: il numero di aziende agevolate è cresciuto (da 38mila a 41mila) ma il tenore delle operazioni è decisamente più conservativo. Le operazioni a breve termine (+10%) sono passate da una quota pari al 44,1% del totale nel 2011 al 54,1% e si caratterizzano per un livello di finanziamento medio inferiore agli interventi a medio-lungo termine (115mila euro contro 154mila). Sale anche la quota delle domande accolte riguardanti la classe di importo minore (fino a 100mila euro): dal 67,9 al 70,6%. Inoltre, oltre l'83% delle imprese ha fatto ricorso alla garanzia per esigenze di liquidità e solo il 16,4% per operazioni di investimento (nel 2011 erano il 19%).
Il Fondo continua comunque a rappresentare un salvagente in diverse situazioni. Quasi tutte le aziende che hanno avuto accesso al finanziamento, 99,5%, è stata ammessa in assenza della presentazione di garanzie reali. Il 48,5% delle domande accolte riguarda imprese del Nord, contro il 31,2% del Mezzogiorno. In prima fila le microimprese (60,5% del totale), più distanziate le piccole (30,7%) e le medie (8,7%), con quest'ultime però in forte ascesa. Tra i settori, prevale l'industria (43,5%) seguita da commercio (33,1%) e servizi (15,2%). Poco più di 12mila domande riguarda le imprese artigiane e 13.500 le startup. Per Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, il Fondo sta dimostrando di mantenere un buon livello di efficienza anche di fronte alla crisi. Il presidente del Comitato di gestione del Fondo, Claudia Bugno, ricorda le recenti riforme operative, in particolare il decreto sul "fund raising" che ha permesso di iniettare a livello centrale risorse delle Camere di commercio. Il prossimo passo sarà l'emanazione del decreto attuativo sui portafogli di finanziamenti (si veda Il Sole 24 Ore del 6 febbraio), operazione tecnicamente molto complessa. Fiduciosa Claudia Bugno: «Su questo e altri aspetti abbiamo sempre lavorato in sintonia con il ministero dell'Economia».
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I NUMERI

62.069
Domande presentate
Lo scorso anno sono state presentate 62.069 domande (+3,5% rispetto al 2011) di cui 61.408 accolte (+11,2%)
133mila euro
Finanziamento medio
È l'importo medio registrato nel 2012, contro 151mila euro del 2011. Il valore complessivo dei finanziamenti attivati è sceso dell'1,8% (8,2 miliardi) e l'importo garantito del 10% (da 4,4 a 4 miliardi di euro)

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