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Questo articolo è stato pubblicato il 02 aprile 2013 alle ore 15:03.

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MILANO. Sempre più difficile per le imprese ottenere crediti dagli istituti bancari. E, a fronte di un calo generalizzato in tutta Italia, esistono delle differenze particolarmente evidenti in alcune regioni, come Molise e Sardegna, dove la contrazione del credito è addirittura più che doppia rispetto alla media nazionale. Se il calo medio per l'Italia si attesta infatti al 2,5%, la diminuzione tocca il 5,4% in Molise e il 5,2% in Sardegna.

Lo rivela uno studio Unioncamere che analizza i finanziamenti erogati dal sistema creditizio alle imprese tra giugno 2011 e giugno 2012, secondo il quale, in termini economici, le imprese italiane hanno ottenuto nel periodo 978 miliardi di euro, a fronte dei 1.003 concessi nello stesso periodo dell'anno precedente. Lo studio Unioncamere tratta anche del credito concesso alle famiglie, dove invece la tendenza, anno su anno, è opposta, con un aumento medio nazionale dell'1,2% tra giugno 2011 e giugno 2012, con una punta del +1,7% in Lombardia e solo due regioni (e cioè Basilicata, -1,4% e Valle d'Aosta, -0,5%) che sono in controtendenza.

In generale, le contrazioni più marcate del credito erogato alle imprese si sono verificate nel Nord Ovest (con una flessione del -3,4%) e nel Nord Est (-3,1%). Flessioni minori si sono riscontrate invece nel Mezzogiorno (-1,4%) e nel Centro Italia (-1%). Alcune delle regioni hanno registrato invece un aumento dei crediti concessi alle imprese: in specifico, parliamo di Valle d'Aosta, (+1,1%), Sicilia (+0,4%), Abruzzo (+0,3%) e Lazio (+0,1%).

Per quanto riguarda i prestiti alle famiglie, gli incrementi più sostenuti si sono verificati, oltre che nel Lazio e in Lombardia (+1,7%), in Molise (+1,4%) e in Piemonte (+1,3%), mentre in diminuzione sono soltanto la Valle d'Aosta (-0,5%) e la Basilicata (- 1,4%).
Il peso degli impieghi delle imprese sul totale risulta, in Italia, appena sopra il 50%, ma supera ampiamente i 60 punti percentuali in diverse regioni del Centro-Nord. Al primo posto per incidenza dei finanziamenti alle imprese si incontrano il Trentino Alto Adige (69,6%), seguito dalla Valle d'Aosta (63,7%), dall'Umbria (63,3%) e dall'Emilia Romagna (63,1%). Da segnalare il dato dell'Abruzzo (61,4%), unica regione del Mezzogiorno in cui gli impieghi delle imprese raggiungono una incidenza sul totale superiore al 60%. Molto modesto risulta, infine, il dato del Lazio (30%), influenzato dal peso predominante degli impieghi della pubblica amministrazione nella Capitale.

Gli impieghi delle famiglie pesano invece mediamente per poco più di un quarto sul totale degli impieghi (26,1%), ma superano il 33% in tutte le regioni del Mezzogiorno, fatta eccezione per l'Abruzzo, dove si registra una netta prevalenza degli impieghi delle imprese.

R.I.T.

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