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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2013 alle ore 16:20.

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MILANO - In Italia le bollette di luce e gas sono aumentate di più rispetto a quelle degli altri Paesi europei. Tra la seconda metà del 2011 e lo stesso periodo del 2012 le famiglie italiane hanno visto, infatti, crescere la loro bolletta della luce dell'11,2% (uno dei maggiori aumenti registrati nell'Ue e quasi il doppio rispetto ai partners del l'Eurozona) e del 10,6% per il gas. Nel resto del Vecchio continente i prezzi dell'elettricità per le famiglie, invece, sono aumentati, rispettivasmente del 6,6% e del 10,3 per cento.

Lo comunica Eurostat, secondo cui l'incremento registrato in Italia, sul fronte dell'energia elettrica, è il terzo maggiore alle spalle di Cipro (+21%) e Grecia (+15 per cento). Una situazione diametralmente opposta a quella di Svezia (-5%), Ungheria (-2%) e Finlandia (-1 per cento). In valori assoluti, la bolletta elettrica è comunque più leggera in Bulgaria (9,6 euro per 100 kWh), Romania (10,8) ed Estonia (11,2), mentre è nettamente più pesante in Danimarca (29,7), Cipro (29,1), Germania (26,8) e Italia (23) a fronte di una media di 20,6 euro nella "zona euro" (che diventano 19,7 nella Ue a 27).

Come si spiega questo gap? Gli aumenti più significativi in bolletta si registrano sotto la voce "oneri generali", un unico "calderone" in cui vanno a finire costi non strettamente legati alla produzione di energia, come quelli relativi alla ricerca, allo smantellamento dei vecchi siti nucleari e, soprattutto, agli incentivi per le rinnovabili. «Stiamo pagando una politica passata di incentivi molto generosi, come quella che ha favorito il boom del fotovoltaico con tariffe incentivanti tra le più alte al mondo erogate per 20 anni» ha detto Michele Benini, responsabile del gruppo di ricerca "Scenari" di Rse (Ricerca sul Sistema Energetico).

I finanziamenti fuori controllo alle rinnovabili, che vengono appunto trasferiti sulle bollette elettriche. Ma anche l'effetto di spiazzamento delle energie verdi sulle centrali elettriche tradizionali creano tensioni sui prezzi alla Borsa elettrica e quindi sui parametri per l'adeguamento delle componenti tariffarie governate dall'Authority di settore. Si aggiungano i ritardi nel trasferimento al sistema italiano dei benefici prodotti dalla crescita dei mercati spot del metano.

«C'è stato un aumento abnorme degli oneri generali di sistema – ha detto il presidente dell'Autorità per l'energia Guido Bortoni – che in gran parte ha recuperato gli incentivi. Nel 2013 stiamo scollinando, non dico che vediamo la luce, ma vediamo la sommità del monte di questi oneri. Quest'anno nell'elettricità abbiamo avuto già due diminuzioni, -1,4% a gennaio e -1% ad aprile. C' un trend su base annua del -7%: le riforme pagano».

«I rincari dell'ultimo anno per luce e gas sono inaccettabili e intollerabili per le famiglie - ribadisce Lamberto Santini, presidente dell'Adoc - e rischiano di affossare ogni speranza di ripresa». «Peggiore è l'andamento dei prezzi del gas, che già tra il 2010 ed il 2011 erano aumentati del 12,6% in media in Italia, e che – rilevano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori – fanno registrare prezzi comunque più alti della media Ue, portando la bolletta a 1.250 euro in media per un consumo annuo di 1.400 metri cubi di gas». «Per effetto dei rincari delle bollette – ha concluso Coldiretti – la spesa per elettricità, combustibili e trasporti delle famiglie italiane, nel 2012, ha superato quella per gli alimentari e le bevande». (L. Ca.)

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