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Questo articolo è stato pubblicato il 20 agosto 2013 alle ore 07:39.

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SCANZOROSCIATE (BG)
Nella seconda metà di agosto Stefano Meloni, presidente e azionista di Polynt, dice di non voler mai andare in vacanza: «È il momento in cui si possono programmare le cose migliori. Ed è anche il momento giusto per concludere o avviare operazioni straordinarie».
Che dalle parti di questa impresa produttrice di intermedi chimici non dovrebbero mancare nei prossimi mesi. «Contiamo di fare due importanti acquisizioni fuori dall'Europa. L'obiettivo – conferma Meloni – è aumentare il nostro giro d'affari di circa 600 milioni, in modo da arrivare a un miliardo e mezzo di euro». Del resto, in giro «ci sono grandi società per le quali l'attività chimica non rappresenta, o non rappresenta più, il core business».
È lì dunque che andrà a guardare per i suoi progetti di espansione questa azienda nata da uno spin-off della multinazionale svizzera Lonza (in cui lavorava Sergio Marchionne, per intenderci) e attiva a Scanzorosciate, nella Bergamasca. Terra di ottimi vini moscati, ma anche sede di un polo chimico di cui l'alfiere è questa azienda il cui primo nucleo risale al 1955. Lo storia dell'azienda è passata poi attraverso Alusuisse-Lonza, un'esperienza a Piazza Affari (dal 2006) conclusa dopo due anni con il delisting e il passaggio nelle mani della Investindustrial di Andrea Bonomi.
Oggi il gruppo Polynt ha 1.600 dipendenti in tutto che lavorano in quattro stabilimenti in Italia (gli altri sono a San Giovanni Valdarno, Brembate e Ravenna), 1 in Polonia, 1 in Cina e 4 in Usa.
Polimeri, resine, compound sono i prodotti messi su un mercato che nel caso dell'Europa «presenta una contrazione del fatturato attorno al 2 per cento». Fuori dall'Europa il trend è invece differente, tant'è che i ricavi al momento risultano stabili a confronto con l'anno precedente.
«Certo – precisa Meloni – sappiamo che la situazione va gestita. Non possiamo stare fermi, altrimenti rischiamo che la crisi, che pure nella chimica si è sentita meno che altrove, possa impattare ben oltremisura». È così che l'azienda sta spingendo in modo deciso sulla ricerca – alla quale sono dedicati il 4% del fatturato e 100 persone – ma anche «sulla necessità di non perdere fatturato. È a questa logica che risponde l'idea delle acquisizioni. Anche perché dovremo trovarci pronti quando ci sarà la tanto attesa inversione del ciclo economico».
@An_Bion
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4 per cento Il fatturato impegnato in R&D Nella ricerca e sviluppo Polynt impiega stabilmente 100 persone

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