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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2013 alle ore 06:51.

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TRAPANI
Una struttura della Federazione nazionale delle associazioni antiracket, la Fai, accoglierà da ora in poi le denunce degli imprenditori aderenti a Confindustria Sicilia vessati dal racket e li supporterà nel percorso legale e non solo. Un lavoro fondamentale non solo per la guida che la Fai riesce a garantire nel percorso di denuncia ma anche per il sostegno psicologico, in molti casi decisivo, per l'imprenditore che ha deciso di denunciare.
L'accordo è stato sancito ieri nel corso del direttivo di Confindustria Sicilia di cui è presidente Antonello Montante che si è tenuto a Trapani, nei locali dell'associazione degli imprenditori. Una riunione voluta proprio a Trapani per manifestare concreta vicinanza e sostegno al presidente dell'associazione degli industriali trapanesi Gregory Bongiorno che con le sue denunce ha fatto arrestare qualche settimana fa tre mafiosi di Castellammare del Golfo, tra cui il boss di peso Mariano Asaro, i quali avevano fatto all'imprenditore trapanese che opera nel settore dei rifiuti una precisa e perentoria richiesta di pizzo pretendendo anche gli arretrati.
L'iniziativa avviata ieri (era presente anche il vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all'Education Ivan Lo Bello) si concretizzerà con la presenza di Tano Grasso, presidente onorario della Fai, una volta a settimana a Palermo, con un ufficio nella sede di Confindustria Sicilia: «Con questo accordo – spiega Grasso – si compie un grande salto di qualità del movimento antiracket: è da più di vent'anni puntavo a questo risultato: con questo accordo il movimento antiracket dialoga direttamente con gli esponenti della grande impresa. Posso dire che tutto ciò che ho fatto in questi vent'anni adesso ha un senso». per Antonello Montante, leader degli industriali siciliani e delegato nazionale alla Legalità, «si tratta di una iniziativa fondamentale nella strategia di supporto e di aiuto alle imprese. Confindustria Sicilia è impegnata a sostenere gli associati nelle politiche di sviluppo misurandosi con una dinamica economica in continuo mutamento. Mentre la Fai, con la presenza all'interno degli uffici della nostra associazione, garantirà l'aiuto nella lotta al racket fondamentale per la liberazione dal cappio criminalità. Gli imprenditori che si confrontano con questi tipi di problemi possono parlare con esperti, che hanno un know how consolidato, a casa propria». Un passaggio chiave nella riunione di ieri è stato quello dedicato al sostegno di Bongiorno, che è stato anche bersaglio di critiche che la gran parte del mondo imprenditoriale e politico siciliani ha giudicato «inopportune e sbagliate». «Si tratta – dice Bongiorno riferendosi all'accordo – di una iniziativa che ci inorgoglisce: è veramente importante che parta proprio da Trapani, una provincia dove il problema del racket esiste anche se con tante sfaccettature e diverse. La Fai può aiutare gli imprenditori a trovare la forza e il coraggio per liberarsi dagli aguzzini».
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