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Questo articolo è stato pubblicato il 14 gennaio 2014 alle ore 13:18.
L'ultima modifica è del 14 gennaio 2014 alle ore 13:19.

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Il mercato messicano richiama l'interesse delle aziende italiane anche nel settore della Difesa & Sicurezza. Lo conferma la presenza di Alessandro Pansa, amministratore delegato di Finmeccanica, nella delegazione che accompagna il premier Enrico Letta in occasione della visita di tre giorni a Città del Messico.

Il grande Stato federale centro americano non è un cliente nuovo dell'industria aerospaziale italiana. In passato ha acquisito gli addestratori basici SF-260 di cui 27 sono ancora in servizio e che dovranno venire presto rimpiazzati. In questo settore Alenia Aermacchi può proporre all'aeronautica messicana simulatori di volo avanzati, le nuove versioni E e TP dell'SF-260 o gli addestratori a getto M-345.

Il più recente successo commerciale italiano nel settore aeronautico riguarda la fornitura di 4 aerei cargo tattici C-27J Spartan, venduti e già consegnati nel 2012 nell'ambito di un contratto da 200 milioni di dollari. Alenia Aermacchi ha presentato recentemente un'offerta per il supporto logistico quinquennale dei quattro velivoli e la Secretaria de la Defensa Nacional avrebbe manifestato l'interesse ad acquisire ulteriori Spartan per soddisfare i requisiti della Fuerza Aerea e della polizia. L'acquisto di altri velivoli C-27J risulta inoltre compatibile con l'esigenza dell'aeronautica messicana di razionalizzare la sua componente cargo composta oggi da ben quattro tipi di velivoli: dai più grandi C-130 Hercules allo Spartan, ai più piccoli Eads C-295 e gli israeliani Arava.

Agusta Westland è in trattative per la possibile fornitura di elicotteri per il trasporto VIP di cariche istituzionali. Sempre in campo aeronautico, ma questa volta civile, la compagnia aerea messicana Interjet ha siglato nel 2011 con SuperJet International(joint ventures tra Alenia Aermacchi e la russa Sukhoi) un contratto per l'acquisizione di 20 velivoli regionali SuperJet 100, più 10 opzioni, per un valore complessivo di circa 850 milioni di dollari. Attualmente sono stati consegnati al cliente messicano i primi 4 velivoli.
Finmeccanica punta a sviluppare partenariati tecnologici che possano supportare lo sviluppo dell'industria del settore messicana. I campi d'applicazione sono quelli di maggior interesse per il Messico: controllo del territorio e delle frontiere, protezione delle infrastrutture critiche, contrasto al narcotraffico, trasporto aereo, addestramento al volo e sistemi navali.

L'ambizioso programma di rinnovamento delle forze navali messicane (i nuovi pattugliatori classe Oaxaca imbarcano armamento Oto Melara) apre possibilità a Selex Essia per quando riguarda i radar e i sistemi elettronici imbarcati sia per la gestione degli scenari operativi e di intelligence, basati su network di sensori e sale operative di controllo. Le necessità messicane di contrastare il narcotraffico diffuso su vasta scala potrebbe facilitare l'acquisizione di reti per il controllo degli spazi marittimi come il VTMS e di sorveglianza delle frontiere terrestri simile a quello venduto alla Libia.

Il conflitto con le bande narcos costituisce una vera e propria guerra (seconda sola a quella siriana e più sanguinosa di quella afghana) che ha mietuto decine di migliaia di morti e vede l'impiego costante delle forze militari e dotazioni sempre più "belliche" per le forze di polizia. Un impegno che ha costretto il governo messicano ad aumentare le spese per la Difesa di oltre il 50 per cento in termini reali tra il 2002 e il 2011, con crescite costanti anche negli ultimi anni. Nel 2013 nelle forze armate ha investito 5,5 miliardi di dollari e circa altrettanti sono stati spesi per le forze di polizia.

Le spese militari nell'America Latina sono in crescita costante (come confermano tutti i report) e hanno raggiunto i 60 miliardi di dollari nel 2012 per l'84 per cento coperti dai cinque maggiori investitori regionali nel settore: Brasile, Argentina, Colombia, Cile e Messico. Un mercato che fino a pochi anni or sono si limitava per lo più ad acquisire mezzi di seconda mano surplus delle forze armate statunitensi ed europee divenuto appetibile per i grandi gruppi internazionali del settore difesa.

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