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Questo articolo è stato pubblicato il 17 febbraio 2014 alle ore 16:48.

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L'applicazione pratica del concetto di smart city per l'edilizia privata comincia a Genova in due quartieri molto diversi uno dall'altro: quello popolare di Molassana, con il complesso La Rondine e quello residenziale di Albaro, con Le Pietre Rosa. Quest'ultimo edificio ha anche la caratteristica di essere il primo in Italia, spiegano i costruttori, a mettere insieme tre tecnologie quali la geotermia, il fotovoltaico e la facciata ventilata.

Entrambi i complessi, comunque, consentono di abbattere i costi energetici per riscaldamento e acqua calda, arrivando valori molto vicini allo zero. I due complessi, sono stati presentati ieri da Ance Genova, il cui presidente, Federico Garaventa, spiega: «Queste operazioni sono un esempio da seguire: l'innovazione tecnologica è un obiettivo sul quale le nostre imprese migliori stanno investendo molto. Per l'acquirente, il maggior costo iniziale è ben ripagato, non solo dal risparmio sulle bollette, che è davvero notevole, ma anche dalla migliore qualità della vita».

La residenza Le Pietre Rosa è un edificio di pregio, con certificazione di classe energetica A+ che, con un concentrato di tecnologia applicata, garantisce ai suoi otto appartamenti su cinque piani (per 1.200 metri quadrati) sia riscaldamento invernale che acqua calda sanitaria. La tecnologia geotermica è realizzata con nove sonde che, alla profondità di 150 metri, sfruttano la temperatura costante del sottosuolo sia d'estate che d'inverno, estraendo calore dal sottosuolo nei mesi invernali e cedendolo in quelli estivi; il fotovoltaico è costituito da 25 pannelli con moduli di silicio monocristallino, integrati nella facciata Sud. La parete ventilata è formata da blocchi rivestiti a cappotto da uno strato isolante, da una camera d'aria debolmente ventilata e da un paramento in marmo rosa, da cui il complesso prende il nome. L'edificio non ha alcuna caldaia, né camini: sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo non vengono utilizzati combustibili. E perfino le cucine sono smart, con piastre a induzione. Partito nel 2010, il progetto, realizzato dall'impresa Gadolla spa, è arrivato a conclusione a dicembre del 2013. Finora sono due gli appartamenti venduti e un terzo è in fase di vendita.

La Rondine, invece, è un edificio realizzato nel sito di Molassana dove aveva sede la Boero vernici. Il progetto risale al 2007 e nel 2011 si è conclusa la costruzione. Si tratta di un palazzo con la certificazione energetica classe A, composto da 13 appartamenti (sei dei quali sono stati già venduti) per 2mila metri quadrati. Con un modesto incremento dell'investimento iniziale, rispetto alle costruzioni tradizionali (il costo di realizzazione è risultato circa il 15% superiore rispetto a un edificio di vecchia generazione), spiegano all'Ance, il complesso ha ottenuto risultati eccellenti, grazie alla scelta di materiali e accorgimenti tecnici idonei al miglioramento delle prestazioni. Gli appartamenti sono protetti da un involucro perimetrale in calcestruzzo e argilla espansa che permette un forte contenimento energetico; gli impianti elettrici sono potenziati con l'utilizzo di un impianto fotovoltaico da 2,5 kilowatt sull'ala Ovest. Inoltre, sul tetto sono sistemati pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, che assicurano il 50% del fabbisogno invernale. Il riscaldamento, invece, è garantito tramite una caldaia a condensazione centralizzata, collegata sia con il gas metano sia con gli otto pannelli solari termici posti sulla copertura dell'edificio. A realizzare il complesso è stata l'impresa Tecnoedile della famiglia Zotti.

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