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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2014 alle ore 10:48.
L'ultima modifica è del 10 aprile 2014 alle ore 12:11.

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Di nuovo una battuta d'arresto. Dopo il dato di gennaio (+1,1%) tutti aspettavano con ansia la conferma del risveglio del mercato interno. Invece i dati diffusi questa mattina dall'Istat sulla produzione industriale italiana evidenziano un calo dello 0,5% congiunturale in febbraio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l'indice ha registrato tuttavia un leggerissimo aumento (+0,1%) rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario – fanno notare all'Istat – a febbraio 2014 l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,4%: «Nella media dei primi due mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente».
Lo scenario, peraltro, è una ulteriore prova della fragilità del mercato interno, quanto mai bisognoso di interventi di politica industriale per riprendere il largo dopo anni di grande sofferenza del sistema Italia. Luci e ombre, come sempre, in attesa di una vera ripresa che, di fatto, non si vede ancora. Gli indici corretti per gli effetti di calendario – rileva ancora l'Istat – parlano di aumenti tendenziali diffusi in gran parte dei principali raggruppamenti di industrie: i beni intermedi e i beni strumentali aumentano entrambi del 2%, i beni di consumo dell'1,8 per cento. Il comparto dell'energia accusa una flessione marcata (-9%).

Per quanto concerne i settori di attività economica, i comparti che registrano la maggior crescita tendenziale sono quelli della produzione farmaceutica (+7,6%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo – esclusi macchine e impianti – (+5,3%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+4,9%) e del tessile (+4,7%). Diminuzioni significative nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-9,4%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-8,8%), della attività estrattiva (-8,5%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-7,9%).

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