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Questo articolo è stato pubblicato il 15 giugno 2014 alle ore 15:54.
L'ultima modifica è del 15 giugno 2014 alle ore 15:57.

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«Abbiamo verificato che in Piemonte il manifatturiero incide sul Pil per il 22%, ben più di quanto indicato dagli obiettivi di Horizon2020. I numeri, dunque, li abbiamo. Adesso si tratta di attrezzarci per farlo crescere bene e in maniera intelligente». Lo dice Gianfranco Carbonato, presidente di Confindustria Piemonte alla vigilia del convegno "Il futuro della manifattura per un nuovo Piemonte" che l'associazione degli industriali organizza insieme a Intesa Sanpaolo.

L'appuntamento è per domattina, a partire dalle 9,30, presso la Sala Piemonte del Centro Congressi dell'Unione Industriale di Torino.
L'obiettivo dell'evento – prosegue Carbonato – è quello di approfondire le dinamiche evolutive del settore manifatturiero in Piemonte, con particolare riguardo ai temi dell'innovazione e del capitale umano, al fine di far emergere considerazioni e proposte da sottoporre al mondo delle istituzioni in un momento congiunturale in cui è necessario investire in modo mirato. Siamo fiduciosi, in questo senso, su quanto potrà fare la nuova giunta Chiamparino».
Gli esperti a confronto
Aprirà i lavori Licia Mattioli, presidente dell'Unione Industriale di Torino. Oltre a una relazione introduttiva dello storico dell'economia Giuseppe Berta, saranno presenti rappresentanti del mondo delle imprese, testimoni diretti di come la manifattura possa rilanciare il sistema industriale del Piemonte: per esempio, Luciano Massone, FGA Manufacturing, Head of World Class Manufacturing EMEA & WCM Dev. Center V.P., Marco Giovannini, presidente e ad Guala Closures, Giorgio Cottura, vicep residente HR Sorin Group e Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino. Seguirà una tavola rotonda moderata da Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24Ore, a cui interverranno Alessandro Barberis, ad Vitale Barberis Canonico, Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di gestione Intesa Sanpaolo, Rinaldo Ocleppo, presidente Dylog Italia e Aurelio Regina, presidente Manifatture Sigaro Toscano.
L'evoluzione
Gianfranco Carbonato è convinto: «Il mass market è difficile, ma dobbiamo puntare a un più alto contenuto d'innovazione. Per esempio, tanto per stare allo sviluppo del gruppo Fiat che tanto ci sta cuore, è bene che si lavori sulle Maserati piuttosto che sulla Punto. Innovazione di prodotto, dunque, di processo ma anche di mercato. Per arrivare a quella "Manifattura 4.0" di cui parla Roland Berger: cloud computing, reti intelligenti, nuovi materiali. Ce la faremo». La congiuntura sembra accompagnare il ragionamento di Carbonato. Pochi giorni fa l'indagine presentata da Confindustria insieme a Unioncamere Piemonte dice che il sistema manifatturiero piemontese sembra aver intrapreso il cammino della ripresa: la fase ciclica positiva avviatasi dalla seconda metà del 2013 è proseguita anche nel periodo gennaio-marzo 2014. Dopo gli incrementi dello 0,6% e dello 0,9% rilevati rispettivamente nel III e IV trimestre 2013, nel I trimestre 2014 si è registrata una variazione tendenziale grezza della produzione industriale del +3,5%. Il dato va comunque interpretato con cautela, raccomandano gli analisti, dal momento che la variazione è misurata rispetto al periodo gennaio-marzo 2013, quando il livello dell'output prodotto aveva scontato una contrazione del 5,1%.
L'alleanza strategica Cuneo-Alessandria
Intanto, sempre domani, avverrà formalmente - nell'ambito della cosiddetta "riforma Pesenti" - la firma della fusione tra Confindustria Alessandria e Confindustria Cuneo. Alle 18, presso le Serre Reali del Castello di Racconigi, durante l'assemblea generale di Confindustria Cuneo – titolo scelto per l'evento: "Ad maiora!" – verrà siglata la firma del protocollo di federazione tra il presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi, e il presidente di Confindustria Alessandria, Marco Giovannini.

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