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Questo articolo è stato pubblicato il 20 giugno 2014 alle ore 06:40.
L'ultima modifica è del 20 giugno 2014 alle ore 06:43.

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TARANTO
Appena avviato, si ferma il processo per il disastro ambientale dell'Ilva. Come era nelle previsioni, ieri a Taranto il gup Wilma Gilli, chiamata a decidere sulle 52 richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura, ha subito sospeso la discussione e inviato gli atti alla Corte di Cassazione a fronte dell'istanza di rimessione del processo presentata dai legali del gruppo Riva e di alcuni imputati. La nuova udienza è ora fissata dal gup per il 16 settembre. Nel frattempo la Cassazione dovrebbe essersi pronunciata se mantenere o meno a Taranto il processo (gli avvocati ne chiedono il trasferimento per i condizionamenti ambientali e psicologici). L'udienza di ieri si è chiusa in poche ore. Nessun sit-in all'esterno della caserma dei Vigili del fuoco scelta come sede logistica per accogliere l'elevato numero di imputati, avvocati e rappresentanti delle parti lese e civili. Il Comune di Taranto ha riconfermato la costituzione parte civile e annunciato di voler chiedere un risarcimento danni di 10 miliardi. Che si somma a quello da 3,3 miliardi chiesto con giudizio civile per un'altra sentenza definitiva che ha condannato anni fa i vertici Ilva per inquinamento.
Ma se il processo va per ora in standy bay, è in movimento, invece, la situazione dell'azienda sotto il profilo industriale. «Cerchiamo il rilancio dell'Ilva» dice il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, parlando ieri al Senato e confermando tutte le difficoltà finanziarie. Guidi non esclude «che il rilancio possa passare per una revisione del piano industriale di Bondi. Ci sono investitori italiani ed esteri interessati e a breve anche forse una due diligence».
Il piano Bondi, che puntava molto sull'uso del preridotto in alternativa all'agglomerato e alle cokerie, «per definizione ha margini di aleatorietà» e comunque, evidenzia Guidi, obiettivo del Governo è «mantenere i livelli occupazionali e mantenere la produzione di acciaio a Taranto».
L'intervento della Guidi al question time arriva poche ore dopo un vertice a Palazzo Chigi tra lo stesso ministro, il responsabile dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il nuovo commissario dell'Ilva, Piero Gnudi, e il sub commissario, Edo Ronchi. Che dopo aver dichiarato, nei giorni scorsi, di essere molto dubbioso se restare o meno in assenza di garanzie sui finanziamenti necessari al piano ambientale, adesso si dichiara più fiducioso e possibilista. Ieri al Governo Ronchi ha chiesto di diventare commissario ambientale perchè, specifica, «siamo ora nella fase in cui le opere del risanamento devono essere eseguite e i lavori portati a termine. Perciò serve un commissario che abbia poteri effettivi e concreti». Ronchi pone inoltre il tema delle risorse per l'Aia, stimando in 800 milioni il fabbisogno dell'Ilva sino a giugno 2015, di cui 550 relativi a quest'anno e il resto nel primo semestre del prossimo. «Bisogna utilizzare i soldi sequestrati ai Riva dalla Procura di Milano, cambiando, se necessario, anche l'impostazione della legge sull'aumento di capitale» aggiunge Ronchi.
La legge, infatti, colloca solo come terza possibilità l'uso di questi soldi (1,7 miliardi) perchè privilegia nell'ordine l'aumento di capitale da parte della proprietà e il ricorso al mercato. L'inversione delle tecnicalità non è una novità. Se ne è parlato per nei mesi scorsi ma senza approdare a nulla anche perchè servirebbe un decreto per cambiare la legge. E ora? «Non spetta a me decidere - osserva Ronchi -. Mi sembra però che il governo abbia manifestato interesse ad approfondire».
«Non esiste alcuna proposta Ronchi» replica a distanza il ministro Galletti. «Stiamo valutando tutte le ipotesi sul tavolo per attuarle nei tempi più utili - aggiunge - e la questione è troppo delicata per essere affrontata e risolta con una battuta. All'Ilva stiamo parlando di disastro ambientale, posti di lavoro e salute della popolazione. Ribadisco con forza - sottolinea Galletti - che l'attuazione del piano ambientale è fondamentale, è la priorità, e che la riqualificazione ambientale non è il problema ma la soluzione».
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