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Loretta Lynch, chi è il ministro americano che dopo banche e terrorismo inchioda la mafia del calcio

New York - Dalla corruzione “rampante” ai vertici del calcio mondiale, alle manipolazioni “mozzafiato” dei mercati da parte dell'elite della finanza fino alla violenza “a sangue freddo” del terrorismo. Loretta Lynch, la prima donna afroamericana a diventare Ministro della Giustizia degli Stati Uniti, ha dovuto aspettare a lungo il suo incarico. Più a lungo di qualunque altro candidato a ministro Guardasigilli, da novembre quando Barack Obama la nominò, a fine aprile, cortesia di un Senato a maggioranza repubblicana restio a concedere alcunché al presidente. Ma da allora non ha perso tempo nel raccogliere le sfide, con il piglio sobrio e deciso che le viene riconosciuto.

Il suo mandato è cominciato di gran carriera: i procuratori federali hanno portato a conclusione con una condanna alla pena di morte il processo contro l'attentatore della maratona di Boston, il ceceno naturalizzato americano e seguace dell'Islam radicale Dzhokhar Tsarnaev. Hanno strappato sanzioni per quasi sei miliardi di dollari e ammissioni di colpa a cinque banche internazionali per gigantesche truffe sulle valute. E se questi erano casi che aveva ereditato dal suo predecessore, l'ultimo è tutto suo: i procuratori del ministero hanno scioccato il mondo del calcio sfoderando il «cartellino rosso» contro la Fifa e incriminando la mafia del pallone.

Tutto suo perché, prima di essere ministro, Lynch aveva guidato proprio la procura federale dell'Eastern District of New York, che ha sede a Brooklyn e ha condotto le indagini sullo scandalo. Ben 19 mesi di indagini coadiuvate dall'Fbi che hanno sollevato il velo su oltre vent'anni di malversazioni nel governo del calcio globale, comprese assegnazioni manipolate di tornei e elezioni truccate al vertice oliate da tangenti per oltre 150 milioni di dollari. Una truffa che ha fatto scattare l'incriminazione di 14 tra funzionari Fifa e dirigenti di marketing e messo nel mirino almeno una grande azienda sponsor, la Nike che sarebbe coinvolta in un giro di bustarelle da 30 milioni per un contratto con la federazione brasiliana. E questi non sono che i primi passi: Lynch ha promesso che ripulirà completamente lo sport, lasciando capire che ulteriori accuse sono in programma.

Non diverse, per determinazione, sono state ad oggi le sue prese di posizioni su terreni ancora più delicati, dalla finanza e al terrorismo: nell'annunciare nelle scorse settimane rare sanzioni penali a un “cartello” dei cambi che comprendeva trader di istituti del calibro di JP Morgan e Citigroup ha denunciato una «cospirazione da togliere il respiro, che richiede le multe senza precedenti che abbiamo imposto». E ha aggiunto: «Questo Dipartimento della Giustizia continuerà a perseguire vigorosamente simili scandali». Né si è scomposta davanti alla condanna capitale a Tsarnaev per la strage di due anni or sono che seminò il terrore al traguardo della storica gara di Boston: «È una punizione proporzionata ad un terribile crimine, a un attacco perpetrato in modo brutale e a sangue freddo».

A 56 anni Lynch, originaria di Greensboro in North Carolina, padre pastore battista e madre bibliotecaria di scuola, è ormai una veterana della giustizia americana, che si è conquistata sul campo fama di grande tenacia e competenza. Dopo la laurea a Harvard in legge e un inizio presso studi legali, nel 1990 entra a far parte dell'ufficio della procura federale dell'Eastern District di New York specializzandosi in inchieste su droga e crimini violenti. Dal 1994 al 1998 lavora nella sede di Long Island su episodi di corruzione politica e diventa in seguito il numero due dell'intera procura.

Nel 1999 il salto: Bill Clinton la nomina alla guida dell'Eastern District e da questa posizione gestisce, tra gli altri, il brutale caso di torture inflitte da un gruppo di poliziotti al giovane immigrato haitiano Abner Louima. Dal 2001 al 2010 torna al settore privato e dal 2003 al 2005 è anche nel board della Federal Reserve di New York. Ma nel 2010 Barack Obama la nomina per una seconda volta a capo della procura dell'Eastern District di New York. In questa veste si lancia senza remore all'attacco di influenti politici statali sia repubblicani che democratici per truffa e corruzione. E delle banche di Wall Street: Citigroup per la vendita di mutui tossici, una vicenda conclusa da un accordo da 7 miliardi di dollari, e Hsbc per riciclaggio di denaro, imponendo una penale da due miliardi.

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