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Norme e Tributi Approfondimenti

Sull'Intra decide il cliente estero

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Questo articolo è stato pubblicato il 07 agosto 2010 alle ore 08:00.


Le prestazioni esenti o non imponibili nel Paese comunitario dove è stabilito il committente soggetto passivo d'imposta non vanno inclusi negli elenchi Intra dei servizi ma, in linea di principio, sono soggette a fatturazione; tuttavia, la fattura può essere evitata se l'operazione, ove fosse territorialmente rilevante in Italia, possa beneficiare di un regime di esonero dall'obbligo di fatturazione, previsto dalla normativa nazionale per alcune operazioni esenti. Sono, queste, alcune delle ulteriori risposte fornite ieri dall'agenzia delle Entrate con la circolare 43/E, a chiarimento della nuova disciplina riguardante gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie.
In merito a questi elenchi era stato aperto un forum online sul sito dell'agenzia delle Entrate e la precedente circolare – la n. 36/E del 21 giugno (si veda «Il Sole 24 Ore» del 22 giugno scorso) aveva già fornito 44 risposte ad altrettante domande. Ora l'Agenzia comunica altre 9 specifici pareri, ma le questioni generali che riguardano la nuova disciplina sulla territorialità dei servizi e sui rimborsi a soggetti non residenti di cui alle direttive 2008/8/Ce e 2008/9Ce devono essere ancora risolti, e i dubbi al riguardo sono ancora tanti.
In ogni caso, nella circolare di ieri le Entrate precisano anche che il prestatore nazionale, per accertare che il servizio reso sia esente o non imponibile nello Stato membro del committente, deve farsi rilasciare dal committente una dichiarazione scritta che può aver valore per tutte le prestazioni della stessa specie.
Così il prestatore stabilito in Italia, in possesso di questa dichiarazione, è legittimato a non includere la prestazione resa nell'elenco riepilogativo delle prestazioni effettuate ed, eventualmente, a non presentare questo elenco se presta esclusivamente servizi per i quali ha ottenuto tale dichiarazione. Tuttavia, in mancanza di questa attestazione, il contribuente è legittimato a non includere la prestazione nell'elenco riepilogativo solo se ha certezza, in base a elementi di fatto obiettivi, che per la prestazione non è dovuta l'imposta nello Stato membro del committente.

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La circolare delle Entrate precisa inoltre che gli autotrasportatori per conto terzi, iscritti nel relativo albo, possono registrare le fatture emesse nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti in un altro Paese comunitario entro il trimestre successivo a quello di emissione, ma devono includere le stesse negli elenchi Intrastat relativi al periodo della loro emissione e non a quello della registrazione.
Ma ecco, di seguito, alcuni degli ulteriori chiarimenti forniti ieri dall'agenzia delle Entrate con la circolare 43/E..
Fattura unica
Nei casi in cui in uno stesso giorno siano effettuate nei confronti del medesimo soggetto sia cessioni di beni sia prestazioni di servizio di diversa natura, è possibile emettere un'unica fattura per le operazioni attive ovvero un'unica autofattura per le operazioni passive. Queste operazioni, tuttavia, devono essere indicate distintamente nel documento contabile e devono essere riportate, secondo la loro natura, separatamente negli elenchi riepilogativi delle cessioni/acquisti di beni o servizi.
Stampi per campionario
Se la creazione di uno stampo è accessoria alla cessione dei beni, come indicato nella circolare 13 del 1994 (contratto unico di appalto per stampo e fornitura di beni, invio all'estero dello stesso al termine della produzione o distruzione perché inservibile), essa non assume un'autonoma configurazione giuridica né ai fini della fatturazione, né ai fini della compilazione degli elenchi Intrastat. Invece, se non ricorrono le condizioni sopraindicate, lo sviluppo degli stampi deve essere considerata una autonoma prestazione di servizio generica e, pertanto, va inclusa nei modelli riepilogativi dei servizi resi.
Campioni gratis e trasporto
Le cessioni gratuite di beni a soggetti residenti nella Ue non sono cessioni intracomunitarie, in quanto prive del requisito dell'onerosità. Conseguentemente, non devono essere riepilogate negli elenchi Intrastat. Tuttavia, qualora al cliente vengano addebitate le spese di trasporto, queste assumono autonoma rilevanza e vanno inserite negli elenchi riepilogativi relativi ai servizi resi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le precisazioni


Niente fattura
Per le prestazioni di servizi rese nei confronti di committenti comunitari,
non territorialmente rilevanti
ai sensi dell'articolo 7-ter
del Dpr 633/72, non è necessario emettere la fattura se ricorrono congiuntamente due condizioni
La prima condizione
L'operazione non deve
essere inclusa negli elenchi riepilogativi, in quanto non
è dovuta l'imposta nel paese
di destinazione
La seconda condizione
L'operazione, ove fosse territorialmente rilevante
in Italia, beneficerebbe di un regime di esonero dall'obbligo di fatturazione (ad esempio, ai sensi degli articoli 22, comma 1, n. 6 e 36-bis del Dpr 633/72)
La fattura unica
Se nello stesso giorno,
nei confronti del medesimo soggetto, vengono effettuate cessioni di beni e prestazioni
di servizio di diversa natura,
è possibile emettere un'unica fattura (per le operazioni attive) ovvero un'unica autofattura (per le operazioni passive). Queste operazioni, però, devono essere distintamente indicate
nella fattura e devono essere riportate distintamente
negli elenchi riepilogativi
delle cessioni/acquisti
di beni o servizi
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