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Norme e Tributi Approfondimenti

Il cantiere dell'Iva resta aperto

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 settembre 2010 alle ore 08:04.

PAGINA A CURA DI
Matteo Mantovani
Benedetto Santacroce
Il "cantiere" dell'Iva non conosce soste. A poca distanza dall'entrata in vigore del Vat package (recepito dall'Italia nel Dlgs 18/10), che ha riformato la territorialità delle prestazione dei servizi e gli obblighi Intrastat, sono state pubblicate nella «Gazzetta dell'Unione europea» due direttive che proseguono sulla strada dell'armonizzazione del tributo, nella duplice ottica – di non facile contemperamento – di semplificazione degli obblighi a carico dei soggetti passivi e della lotta alle frodi Iva.
I fronti d'azione
e Il primo intervento – in ordine di tempo – è stato apportato dalla direttiva 2009/162/Ue (in «Gazzetta Ufficiale Ue» del 15 gennaio 2010, serie L, n. 10) che interviene sulla misura della detrazione per i beni non integralmente destinati all'impresa e sul regime speciale previsto per gas ed elettricità. In quest'ultimo ambito la disposizione – inserita nell'allegato B del Ddl Comunitaria 2010 che inizierà il suo iter parlamentare in Senato (atto 2322) – si propone di ovviare ai limiti che dopo diversi anni di implementazione del regime di settore, dettato dalla direttiva 2003/92/Ce, si sono appalesati in conseguenza dell'ampliamento dell'offerta merceologica e dell'evoluzione dei sistemi di distribuzione. In particolare, a causa dei termini tecnici utilizzati in tale direttiva, il regime fiscale da essa definito ha sofferto di un campo d'applicazione troppo ristretto e non corrispondente alla realtà economica, in particolare per quanto riguarda il luogo di tassazione delle cessioni di gas naturale e l'esenzione dall'imposta delle importazioni. Inoltre, considerata l'importanza che ha assunto il business connesso alla fornitura di calore e di freddo tramite reti transfrontaliere e considerata l'affinità con il settore energetico, è stato deciso di estendere le speciali norme territoriali di gas e energia elettrica anche al predetto settore emergente.
In tema di detrazione, la direttiva 2009/162 vuole evitare che la totale inclusione nel patrimonio dell'impresa dei beni a uso promiscuo possa creare per gli utenti soggetti passivi un vantaggio (in termini di tesoreria) rispetto a un utilizzatore non professionale, inciso integralmente dall'Iva all'atto dell'acquisto. Per gli immobili si introduce un principio (obbligatorio) di detrazione esattamente proporzionale all'uso professionale del bene (si veda a lato).

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r La seconda azione di rinnovamento, che produrrà effetti dal 1° gennaio 2013, investe il campo della fatturazione, dove la direttiva 2010/45/Ue (in «Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea» del 22 luglio scorso, serie L, n. 189) è intervenuta ad ampio raggio con il proposito di corrispondere alle istanze degli operatori economici, soprattutto le Pmi, che da tempo lamentano costi di compliance crescenti in ragione degli oneri amministrativi connessi al sistema di fatturazione in essere. Per rispondere alla richiesta di deregulation, le istituzioni comunitarie, dopo anni di dibattito, hanno puntato sulla sostanziale equiparazione fra le fatture cartacee ed elettroniche. Ciò è passato per l'eliminazione di molti dei vincoli presenti nella attuale normativa che hanno finito per tarpare lo sviluppo di questa forma di fatturazione. In ottica anti-evasione (dopo gli sforzi compiuti sul fronte degli Intrastat e per completarne il portato) potrà beneficiare dell'armonizzazione compiuta in materia di fatturazione anche il sistema di scambio di informazioni fra gli Stati membri. Infatti, la fissazione di norme comuni sul momento di effettuazione delle operazioni intracomunitarie, con la contestuale riduzione delle deroghe, rende possibile una maggiore intelligibilità e rapidità di circolazione dei dati trasmessi attraverso i modelli Intrastat (si veda l'articolo in basso). Dal lato del sostegno alle Pmi poi, la direttiva formalizza un modello ufficiale di Iva per cassa, colmando una lacuna che nel tempo ha portato i Paesi membri (fra cui l'Italia) ad adottare regimi propri in deroga.
I margini
L'entrata in vigore solo nel 2013 non può comunque portare ad allungare troppo i tempi di adeguamento. Le modifiche richiedono agli operatori interventi di aggiornamento di sistemi e procedure tali da non potersi concentrare a ridosso della scadenza, pena il rischio di situazioni simili a quelle verificatesi nel passaggio alle nuove regole sulla territorialità dei servizi.
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