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Questo articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2012 alle ore 15:43.

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Sono possessore di un piccolo aereo da turismo da 1055 kg. È stato immatricolato nel 1980. La tassa è dovuta come stabilito in origine nel testo del Dl 201/11 o ci sono state delle modifiche in sede di conversione in legge?
Per gli aerei non sono state introdotte modifiche negli importi da pagare, rispetto al testo del decreto legge. Pertanto in questo caso la tassa è dovuta nella misura di 2,45 euro al kg.
Maurizio Caprino

In sede di conversione in legge del Dl 201/11, riguardo alla nuova tassa sugli aerei privati è stata aggiunta una modifica che colpisce anche i velivoli immatricolati all'estero, qualora la loro sosta sul territorio nazionale superi le 48 ore. Non si rischia che questa aggiunta si riveli controproducente per l'economia nazionale, visto che potrebbe indurre persone facoltose a limitare la loro permanenza in Italia (soprattutto per turismo) o addirittura a scegliere altre destinazioni?
Indubbiamente il rischio c'è, com'è stato già documentato in relazione alla nuova tassa sulle barche. Tuttavia, nel caso degli aerei, la platea sembra molto più ristretta (la relazione tecnica al Dl 201/11 stima 5.800 esemplari immatricolati in Italia, contro le 110mila barche potenzialmente colpite) e quindi mediamente più facoltosa e meno sensibile a questo tipo di prelievo fiscale.
Inoltre, va considerato che molti aerei utilizzati da italiani con redditi molto alti non sono immatricolati in Italia, ma sono presi in leasing in Paesi come l'Irlanda, che favoriscono questo tipo di operazioni (ciò vale anche per gli aerei di linea). Per rendersene conto, basta guardare in estate le marche (cioè lettere e numeri dipinti sulla fusoliera, a mo' di numero di targa) degli aerei privati in sosta in aeroporti frequentati da utenza di questo tipo, come quello di Olbia: si vedrà che spesso le lettere iniziali sono "EI", che indicano appunto l'Irlanda.

Gli ultraleggeri, che non sono considerati aerei dal codice della navigazione, pagano la tassa sugli aerei?
La nozione di aeromobile definita dall'articolo 743 comprende qualsiasi macchina destinata al trasporto per aria di persone o cose e quindi comprende anche gli ultraleggeri. L'unica particolarità che essi hanno ai fini del Codice della navigazione è che non si applica il Libro primo di tale Codice. La controprova viene dal fatto che la prima voce del tariffario della nuova tassa (Dl 201/11, articolo 16, comma 11) riguarda gli aeromobili con peso massimo al decollo "fino a 1.000 kg", il che presuppone che siano tassati anche gli esemplari di peso minimo. Peraltro, la stessa norma prevede un importo a parte per alcune tipologie di aeromobili che rientrano tra gli ultraleggeri (autogiri e motoalianti).
Maurizio Caprino

Sono proprietario di un piccolo aereo ultraleggero biposto dal peso di 350 kg a vuoto e 500kg al decollo. Qual è il trattamento fiscale?
L'aereo rientra nella fascia più bassa prevista dalla norma, ossia quella fino a 1.000 chili di peso massimo al decollo (questo il parametro utilizzato per la tassazione). Per tale fascia è previsto si debba pagare 1,50 euro al chilo. Sono esenti gli aeromobili "non personali" (cioè intestati ad aeroclub, centri di addestramento, compagnie eccetera). Si pagherà secondo modalità che dovranno essere fissate dall'agenzia delle Entrate entro 60 giorni.
Maurizio Caprino

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