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Questo articolo è stato pubblicato il 23 settembre 2010 alle ore 08:26.
Quattro sole giornate di campionato e già cinque punti di vantaggio. È così che va letta la classifica, perchè i punti che contano per la solita capolista Inter sono quelli nei confronti del Milan, non certo, con tutto il rispetto, quello grazie a cui precede le sorprese Brescia e Chievo. Stasera la Juventus ha la possibilità contro il Palermo di accorciare a meno tre. Ma se restiamo alle due favorite della vigilia, non c'è dubbio che il doppio dei punti rappresentino da un lato una sorpresa e dall'altro un perentorio ristabilimento delle gerarchie.
Non che sia un brutto risultato un pareggio in casa della Lazio. Lo diventa se viene dopo una sconfitta a Cesena e un pareggio casalingo col Catania. E se non basta un gol di Ibrahimovic a metà ripresa per rincasare con una vittoria, e se a conti fatti risultano decisive le parate di Abbiati. E a maggior ragione lo diventa se l'Inter liquida il Bari, dopo un grosso spavento iniziale, con una goleada di qualità: e se squadra e pubblico cominciano a pensare che basta il bel calcio di Benitez, senza bisogno di isterie assortite, ad affermare una leadership che nasce dalla superiore qualità della rosa.
L'epicentro di questo primo turno infrasettimanale si è però registrato a Brescia, dove la Roma è caduta ancora. Ma dove sulla sconfitta c'è anche il marchio di fabbrica di un arbitraggio disastroso. Che ha risparmiato alla Roma un'espulsione nel primo tempo. Ma prima, durante e dopo l'ha penalizzata con almeno un paio di rigori negati, e uno regalato al Brescia con tanto di espulsione del tutto immotivata di Mexes. Alle polemiche nei confronti del signor Russo, si sommano poi le invettive di Ranieri nei confronti di Lippi, che sarebbe in pole position per subentrargli. Quattro giornate e la Roma è già una polveriera: giusto alla vigilia di una partita con l'Inter che, classifica alla mano, a tutto può somigliare meno che alla rivincita della stagione scorsa.
Anche il solito Mazzarri se l'è presa con l'arbitro per la sconfitta casalinga con il Chievo. Ma una squadra rilanciata dalla vittoria di Genova che va in vantaggio e poi subisce tre gol, perfettamente regolari, farebbe bene a prendersela con sè stessa: peccato non sia la specialità di casa-Napoli. E' caduto il Cesena a Catania, ha perso ancora l'Udinese che resta a quota zero e che pure avrebbe meritato non di pareggiare ma di vincere e ha pagato invece a carissimo prezzo il colpo di coda del Bologna di Di Vaio. Gli altri sono stati pareggi non molto significativi, anche se la zampata del vecchio Crespo ha confermato che con gli anni il pelo si può anche perdere, il vizio no di sicuro.








