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Questo articolo è stato pubblicato il 20 settembre 2011 alle ore 16:22.
Ieri la decisione a sorpresa dei giudici milanesi nel processo Berlusconi-Mills di tagliare la lista dei testimoni per arrivare a sentenza più rapidamente. Oggi il Pdl ha chiesto in commissione Giustizia alla Camera di calendarizzare al più presto la legge ribattezzata per "il processo lungo". Che assegna, tra l'altro, alla difesa la facoltà di chiedere di ascoltare un numero praticamente illimitato di testimoni, cancellando il potere del giudice di escludere le prove superflue.
L'allarme del Csm e della Corte di Cassazione
A sollecitare l'accelerazione è stato il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, durante l'ufficio di presidenza della commissione presieduta da Giulia Buongiorno. ll disegno di legge, licenziato dal Senato lo scorso 29 luglio con 160 sì e 139 no, venne pesantemente bocciato dal Csm (che parlò di «effetti dirompenti» sulla giustizia) e ha raccolto anche le critiche del primo presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo: «È la morte del processo penale».
Bersani: non è più aria di leggi ad personam
La scelta del Pdl ha provocato quindi L'immediata reazione dell'opposizione. «Continuo a ripetere: non tira più l'aria di leggi ad personam», ha attaccato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. «Credo che la maggioranza debba prestare orecchio all'indignazione del Paese, allo sgomento degli italiani che hanno problemi enormi. Vedo un governo e una maggioranza che guardano ad altro, si preoccupano dei problemi di una persona sola. Ora non c'è più tempo perchè siamo sulla soglia di avvitamento della crisi. Adesso basta occuparsi - conclude il segretario - dei processi di Berlusconi occupiamoci del Paese».
Idv: Parlamento e Italia asfissiati dai problemi giudiziari del premier
Anche l'Idv ha accusato la maggioranza di voler ricorrere al processo lungo per risolvere le grane giudiziarie del Cavaliere. «Il Parlamento e l'Italia sono asfissiati dai problemi giudiziari del premier e dai suoi interessi privati, peraltro in un momento drammatico per tutti gli italiani - sostiene il dipietrista Federico Palomba -. Anche stavolta - aggiunge Palomba - il Pdl, per seguire gli ordini che vengono dall'alto, chiede la calendarizzazione del processo lungo, un mostro giuridico che, pur di salvare un premier screditato e dannoso, garantirebbe l'impunità ai delinquenti».
Pdl: accelerazione non c'entra con decisione Milano
Il Pdl ha però rispedito al mittente le accuse sostenendo che non c'è alcuna relazione tra la decisione adottata nel processo Mills e l'accelerazione odierna. «Le due cose non hanno alcuna connessione. Ma è evidente che lasciare in mano alla discrezionalità di un giudice che non conosce neanche gli atti del procedimento una scelta rilevantissima in tema di prove, contrasti con i principi del giusto processo», è la replica di Costa. Che aggiunge: «Ciò che è avvenuto a Milano dimostra come sia necessario ancorare a criteri oggettivi decisioni in materia di prove».
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