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Questo articolo è stato pubblicato il 19 settembre 2011 alle ore 10:03.

Si è conclusa alle 13,30 l'udienza del processo che vede imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il caso Mills, nel quale è imputato per corruzione in atti giudiziari per avere consegnato 600mila dollari all'avvocato inglese affinché fornisse testimonianze reticenti ai processi per le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian. All'esterno del tribunale, in via Freguglia, la via da cui solitamente entra Berlusconi quando partecipa alle udienze, sono state posizionate delle transenne ma al contrario delle altre occasioni (ultima udienza il 18 giugno scorso) non ci sono supporter a sostenere il premier. Il presidente del Consiglio è arrivato in tribunale a Milano entrando nel palazzo di giustizia in auto senza rilasciare dichiarazioni.
È un Silvio Berlusconi apparso sereno quello che si è presentato in aula per l'udienza Mills a Milano. Il premier inizia subito con uno scambio di battute con i giornalisti presenti. A chi gli chiede come sta?, risponde sorridendo: «Io bene, voi invece avete delle brutte facce». Berlusconi al momento non ha rilasciato altre dichiarazioni dicendo che al termine dell'udienza forse avrebbe detto «qualcosa». E a chi gli faceva osservare che è una risposta simile a quelle che spesso fornisce D'Alema, ha replicato: «non volevo copiare».
In aula anche Roberto Lassini, l'uomo che alle scorse elezioni amministrative di Milano si era reso protagonista della diffusione, lungo le strade del capoluogo lombardo, dei manifesti elettorali con la scritta "via le Br dalle procure", nell'aula del processo Mills che riprende oggi dopo la pausa estiva a carico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lassini, che è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di vilipendio dell'ordine giudiziario e che è diventato il simbolo dei mal di pancia della base del Pdl nei confronti dell'ordine giudiziario, non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti. "Sono qui - si è limitato a dire - per la riforma della giustizia", senza aggiungere altro.
Il processo Mills, tra quelli in cui Berlusconi è imputato, è quello su cui maggiormente pende la spada di Damocle della prescrizione. Per la corruzione in atti giudiziari, reato contestato al premier, la prescrizione scatta nel febbraio 2012. L'avvocato inglese era stato condannato in primo e in secondo grado poi la Cassazione, aveva dichiarato la prescrizione. Il processo in corso a Milano è uno stralcio di quello principale. Nell'ultima udienza era stato sentito l'armatore napoletano Diego Attanasio. Secondo la difesa, infatti, non da Berlusconi ma da Attanasio provenivano i 600mila dollari finiti nelle disponibilità di Mills. L'armatore napoletano ha però smentito questa ricostruzione: «Non ci sarebbe stato motivo per me per regalare 600mila dollari a Mills», ha risposto Attanasio.
Il premier ha lasciato il tribunale alle 13,30 senza rilasciare dichiarazioni.
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