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Questo articolo è stato pubblicato il 24 settembre 2011 alle ore 08:11.

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WASHINGTON. Dal nostro inviato
Il Gruppo dei 20 si è impegnato a Washington ad affrontare, con «una risposta internazionale forte e coordinata», i crescenti rischi di un'economia mondiale che, nella parole del direttore del Fondo monetario Christine Lagarde, è esposta a «un circolo vizioso fra crescita debole e bilanci deboli dei Paesi, delle banche e delle famiglie, e l'impegno inefficiente della politica». La notizia diffusa ieri di una contrazione del commercio mondiale del 5% ha accentuato, fra i partecipanti alle riunioni di Washington, un diffuso pessimismo e la sensazione di un deterioramento delle propsettive di crescita già evidenziato nei giorni scorsi dai tagli delle previsioni economiche da parte dell'Fmi.
Ministri finanziari e governatori delle banche centrali dei grandi Paesi industriali e delle nuove potenze emergenti sono apparsi sufficientemente preoccupati dai violenti sussulti dei mercati negli ultimi giorni da emettere, giovedì sera a tarda ora dopo una cena nella sede dell'Fmi, un comunicato che alla vigilia non era previsto. Le promesse del G-20, compresa quella di un piano di azione che dovrebbe materializzarsi al vertice dei capi di Stato e di Governo a Cannes ai primi di novembre, sono sembrate però vaghe e scarsamente convincenti per i mercati nella seduta di ieri, finché sono cominciate a emergere indicazioni delle possibili mosse di uno dei pochi attori che abbia concretamente spazio di manovra, cioè la Banca centrale europea.
Il governatore della Banca del Belgio, Luc Coene, ha dichiarato che la Bce potrebbe tagliare i tassi d'interesse già nella riunione di ottobre se i dati sull'andamento del l'economia si rivelassero deludenti. Un'azione che avrebbe la benedizione dell'Fmi. «I timori di inflazione sono inesistenti - ha detto il capo del dipartimento europeo, Antonio Borges - e questo rende possibile una politica monetaria più espansiva». La Bce, come ha spiegato il governatore della Banca d'Austria, Ewald Nowotny, potrebbe anche reintrodurre presto i finanziamenti a un anno alle banche, che stanno incontrando gravi difficoltà a raccogliere fondi sul mercato. Da parte sua, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha detto che «la Bce è pronta a fornire liquidità illimitata alle banche»
Sulla fornitura di liquidità alle banche si è trovato d'accordo anche il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. «L'Europa - ha detto la signora Lagarde - deve affrontare urgentemente i problemi gemelli del debito sovrano e delle banche, e affrontarli insieme». Il comunicato del G-20 ricorda che i Paesi membri «assicureranno che le banche siano adeguatamente capitalizzate e abbiano accesso sufficiente alla raccolta per far fronte ai rischi attuali».

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