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Questo articolo è stato pubblicato il 21 ottobre 2011 alle ore 15:46.

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Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso Stancanelli, senatore del Pdl e sindaco di Catania, ha bocciato la legge 60/1953 nella parte in cui non prevede l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti. Con la sentenza 277/2011, (presidente Alfonso Quaranta, giudice redattore Paolo Grossi), è stata, dunque, dichiarata «l'illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti».

La vicenda nasce dal ricorso di un elettore
A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico.

Vale per tutti i parlamentari divenuti sindaci di grandi città
La decisione della Consulta - la n. 277 - ha tuttavia valore per tutti quei parlamentari divenuti sindaci di grandi città e che dovranno dunque scegliere quale dei dunque incarichi mantenere.

Sei deputati e 4 senatori sono primi cittadini di comuni con oltre 20mila abitanti
Non è solo Stancarelli a essere primo cittadino di un municipio che conta oltre 20mila anime. Sono, infatti, 6 deputati e 4 senatori - tutti di Pdl e Lega - che ricoprono contemporaneamente anche la carica di sindaco di un Comune con oltre 20mila abitanti. Si tratta del primo cittadino di Catania, il senatore Raffaele Stancanelli, oggetto del caso su cui si è espressa oggi la Corte costituzionale dichiarando incompatibili le due cariche. Sempre a Palazzo Madama - secondo un elenco ufficioso - ci sono altri tre senatori-sindaci: i Pdl Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola, e Antonio Azzollini, sindaco di Molfetta, e il leghista Gianvittore Vaccari, sindaco di Feltre (Belluno). Alla Camera - dove invece i dati sono forniti dalla Giunta per le elezioni - i primi cittadini di paesi con oltre 20mila abitanti sono per il Pdl Adriano Paroli (Brescia), Giulio Marini (Viterbo), Nicolò Cristaldi (Mazara del Vallo), Marco Zacchera (Verbania), Michele Traversa (Catanzaro). Per la Lega Luciano Dussin, sindaco di Castelfranco Veneto.

Fra i sindaci delle grandi città Fassino ha lasciato a luglio l'incarico
Il primo cittadino di Torino, Piero Fassino (Pd), ha lasciato la sua poltrona di deputato il 19 luglio 2011 ed è stato sostituito dal notaio Francesca Cilluffo.

Salvo per un pugno di abitanti Firrarello, sindaco di Bronte
Numero degli abitanti: 19.437. Per una manciata di abitanti, dunque, si salva dalla scure della Corte costituzionale il sindaco di Bronte (Catania), Giuseppe Firrarello, detto Pino, senatore siciliano eletto nelle file del Pdl.

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