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Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2011 alle ore 09:55.

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E' stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Catania il latitante Giovanni Arena, 56 anni, ritenuto esponente di Cosa nostra e a capo dell'omonima famiglia mafiosa. Arena, come si legge nel programma speciale di ricerca del Ministero dell'Interno, era ricercato dal 15 dicembre 1993 per associazione di tipo mafioso e omicidio.

Dedito soprattutto al traffico di droga, Arena è stato catturato nel quartiere Librino, la sua roccaforte, dove sorge il palazzo di cemento, vero e proprio supermarket degli stupefacenti. Sulla testa del boss, che già nel '93 era sfuggito all'arresto, pendeva una condanna all'ergastolo per un omicidio risalente al 1989.

Gli altri ricercati
Con la cattura di Giovanni Arena, restano in tre i boss di Cosa nostra presenti nella lista dei latitanti più pericolosi in circolazione. In cima alla lista dei siciliani c'è sempre lui: Matteo Messina Denaro. La primula rossa trapanese oggi è considerato a tutti gli effetti il numero uno incontrastato di Cosa nostra, il capo dei capi che ha raccolto lo scettro del potere dopo il tramonto dell'era dei corleonesi ed è al quarto posto della classifica dei ricercati più pericolosi al mondo. Il secondo affiliato a Cosa nostra nell'elenco del Viminale è Vito Badalamenti. Figlio dello storico boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, è nato il 29 aprile del 1954. Ricercato dal 1995, da 11 anni sul suo capo pende un mandato d'arresto internazionale. Fuggito in Brasile e poi in Spagna, Vito Badalamenti fu arrestato nell'ambito dell'operazione Pizza connection ed estradato negli Stati Uniti. Processato in America, venne assolto. Ma in Italia il Maxiprocesso quater si conclude per lui con una condanna a 6 anni di reclusione.
Giovanni Motisi è considerato uno dei più importanti capimafia palermitani ancora a piede libero. Nato il primo gennaio 1959, è l'erede dello zio Matteo Motisi al vertice della famiglia di Pagliarelli. Di lui non si sa più nulla dal 1998. Condannato in contumacia all'ergastolo, tra le accuse a suo carico vi è anche quella di strage

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