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Questo articolo è stato pubblicato il 25 novembre 2011 alle ore 19:00.
L'ultima modifica è del 25 novembre 2011 alle ore 11:25.

«L'Italia ha le carte per superare la crisi. I fondamentali economici sono solidi». Così il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, nel corso della conferenza stampa presso la rappresentanza a Roma della Commissione Ue. Nella fitta agenda degli incontri di oggi Rehn, dopo un'audizione in Parlamento, ha visto il premier Monti, il ministro del Welfare, Elsa Fornero, il «superministro» allo Sviluppo, Corrado Passera, il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni. «Consolidamento fiscale, misure per la crescita ed equità sociale, sono tre obiettivi tutti molto importanti», ha detto parlando dei pilastri del governo Monti. Gli impegni presentati dall'Italia in Europa rappresentano «primi passi positivi, poi ce ne saranno altri». Dell'azione del governo italiano Rehn ha apprezzato «il forte mandato per portare avanti le riforme e la condivisione dell'urgenza». Ha sottolineato che «l'Italia ha bisogno dell'Europa, ma anche l'Europa ha bisogno di un forte ruolo dell'Italia».
L'Italia ha bisogno di un pacchetto di riforme
L'Italia, ha detto Rehn, «ha bisogno di un pacchetto di riforme per poter riprendere a crescere». Elemento chiave è il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013, ma non solo. «L'Italia ha bisogno non solo del consolidamento delle finanze pubbliche, ma in primis ha bisogno della crescita economica per creare posti di lavoro», ha affermato Olli Rehn.
«L'Italia deve avere un atteggiamento aggressivo in tema di riforme strutturali». In particolare per «il mercato del lavoro, il sistema delle pensioni e la giustizia».
Non vedo decisamente possibile un crollo dell'euro
«Decisamente non vedo tendenze di un crollo dell'euro. Non c'é motivo di fare congetture di questo tipo, ha detto Rehn commentando lo scenario dipinto da Merkel e Sarkozy e riportato nella nota ufficiale del Consiglio dei ministri di oggi. Nella nota di palazzo Chigi era scritto che Sarkozy e Merkel avevano «ribadito il sostegno all'Italia dicendosi consapevoli che un crollo dell'Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell'euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili».
Se lo spread continua a essere alto, impatto negativo sull'economia italiana
Se il differenziale fra Btp e Bund dovesse continuare a mantenere livelli alti come nell'ultimo periodo «ci sará un impatto negativo sull'economia», ha detto Olli Rehn, rispondendo a una domanda. Per l'Italia, spiega Rehn, «non c'è un punto di riferimento a priori» oltre il quale non potrá sostenere i tassi di interesse. Ma «se lo spread elevato dovesse continuare così a lungo questo avrebbe un impatto negativo sull'economia». In generale, spiega, «è un elemento di grande preoccupazione». Quando è iniziata la crisi, ha ricordato Rehn, ha colpito per prima la Grecia «poi c'è stato un contagio e adesso ha colpito il cuore dell'Eurozona», il che dimostra «le dimensioni sistemiche del problema». Quindi «occorrono misure per contrastare questi fenomeni, stiamo lavorando a questo».
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