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Questo articolo è stato pubblicato il 09 dicembre 2011 alle ore 11:22.
Atene, piazza Syntagma a Natale 2010 (Corbis)
Quando oggi alle 18 il sindaco di Atene, Yorgos Kaminis, darà ufficialmente il via alle celebrazioni del Natale, non ci sarà nessun albero da accendere a Piazza Syntagma, dove fino a due mesi fa, invece di abbracciarsi per gli auguri, ci si picchiava per uno stipendio da difendere. E dove ieri anche gli studenti si sono scontrati con la polizia. Non ci saranno nemmeno le giostre, divertimento d'importazione dall'austera Germania, in prima linea ad imporre severi tagli (e severe feste) alla Grecia.
In tempo di austerity, dunque, si è deciso che la piazza quest'anno sarà decorata dai bambini delle scuole elementari della città, che come in tutta Europa, per aspettare il 25 dicembre si mettono all'opera con colla, cartapesta e pennarelli. Le decorazioni verranno messe sugli alberi di agrumi che già crescono nelle aiuole della piazza, mentre per dare l'idea dell'abete (che la psicologia del Natale alla fine lo impone), gli allievi dell'Accademia d'arte di Atene ne faranno uno interamente di materiale di riciclo. Risultato: nel bilancio di Atene la voce decorazioni di Natale in città comprenderà solo 200mila euro invece dei 2 milioni spesi ai tempi d'oro del 2008.
Le decorazioni fai da te, si legge nel comunicato della città, «trasformeranno Atene in quello che dovrebbe essere: una città speciale, dinamica e non arrogante». Anche non depressa, ci permettiamo di aggiungere, viste le fosche previsioni per gli acquisti di Natale e dal momento che molti negozi, anche nelle vie più lussuose come la Ermou, hanno chiuso i battenti. Per riempire quelle vuote e tristi vetrine sono stati chiamati in soccorso gli studenti della scuola d'arte, che le trasformeranno in vetrine «artistiche», appunto: al posto di abiti e gioielli, gli ateniesi vedranno esposti quadri e sculture. L'effetto non sarà estremamente glamour, ma chissà che non spinga qualche residuo filantropo a finanziare la creatività di un giovane artista greco.
A confronto dell'arte di arrangiarsi degli ateniesi, suona ancora più stonato lo smontaggio nottetempo dell'albero "futurista" di piazza Venezia a Roma, costato 25mila euro, come ha dichiarato a Repubblica il titolare della ditta di Pomigliano d'Arco che l'ha realizzato su commissione del Comune. I pini marittimi secolari che svettavano contro l'Altare della Patria sono stati tagliati tre anni fa, causa "importanti scavi archeologici". Ma i platani del Lungotevere sarebbero bellissimi da addobbare.
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